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Succo di Mangostano per l'Antitrust è ingannevole
L'Antitrust con un provvedimento reso pubblico oggi ha comminato una sanzione di 250.000 euro alla società Xango Italy s.r.l., che commercializza il succo di Mangostano. Motivazione, con cui si chiede di interromperne la vendita: pratica commerciale scorretta.
Nel settembre 2010 Altroconsumo aveva segnalato all'Autorità l'offerta del prodotto presentato come il toccasana per prevenire e curare patologie cardiache, diabete, cancro, malattie della pelle, morbo di Parkinson e Alzheimer. La denuncia verteva sulla pubblicità ingannevole del messaggio e pratica commerciale scorretta, poiché la modalità di offerta del prodotto è assimilabile a tecniche di vendita piramidale. In rete sono presenti una molteplicità di piccoli rivenditori che sono anche consumatori. I meccanismi di vendita sono particolari: il cliente è invitato a registrarsi sul sito del mediatore; registrandosi diventa a sua volta venditore; deve così pagare una quota per l'adesione e per un kit d'ingresso.
Per l'Antirust la pratica commerciale è scorretta in quanto "da un lato idonea a generare confusione sulla reale natura, composizione e proprietà della bevanda pubblicizzata, della quale vengono vantate inesistenti proprietà salutistiche, e, dall'altro, il complesso sistema di commercializzazione e vendita del succo XanGo risulta connotarsi per il suo carattere piramidale" in violazione di diversi articoli del Codice del Consumo.
Nelle brochure ricevute da decine di consumatori che si erano rivolti ad Altroconsumo, erano elencati ben 75 motivi per bere il succo tutti i giorni e le dosi consigliate; nulla di tutto ciò è scientificamente provato. La società distributrice Xango, che vende il succo di mangostano da anni anche negli Stati Uniti, era già stata ammonita nel 2006 dalla Food and Drug Administration, poiché distribuiva e pubblicizzava il prodotto come fosse un farmaco, contravvenendo al Federal Food, Drug and Cosmetic Act, la norma in vigore negli Stati Uniti.