Dalle zinco-carbone alle alcaline, le pile usa e getta
hanno conosciuto in questi anni una metamorfosi che ne ha migliorato la qualità
e diminuito la nocività per l’ambiente. Resta il fatto che la loro vita è assai
breve e, nonostante il loro prezzo di acquisto sia più basso rispetto a quello
delle batterie ricaricabili corrispondenti, queste ultime hanno il pregio di
poter essere riutilizzate molte volte. Questo le rende economicamente
convenienti, oltre a ridurre di molto il loro impatto ambientale. Anche le
batterie hanno subito un’evoluzione a livello di composizione e quindi anche di
prestazioni. Quelle al Nichel-Cadmio, le prime apparse sul mercato, avevano una
capacità assai modesta rispetto alle pile dello stesso formato e dovevano fare i
conti con il fastidioso “effetto memoria”: se non si lasciavano scaricare del
tutto prima di ricaricarle, la loro capacità si riduceva sensibilmente nel corso
di poco tempo.
Con le batterie al Nichel-Metallidruro molti problemi
sono stati risolti: la loro capacità è aumentata ed è oggi equivalente alle pile
alcaline dello stesso formato, sono meno nefaste per l’ambiente e hanno
debellato l’effetto memoria. Inoltre, permettono una ricarica abbastanza rapida
e mantengono la tensione per periodi più lunghi. Attenzione però: appena la
differenza di tensione interna alla batteria cala, l’apparecchio cessa di colpo
di funzionare. Una confezione di 4 batterie stilo (AA) costa tra gli 11 e i 18
euro, poco più care le ministilo (AAA). Esistono anche batterie al Litio,
disponibili però per il momento soltanto in formati adatti a telefoni cellulari,
computer portatili, videocamere, dotate di una capacità eccezionale, a ricarica
veloce e anche molto leggere. Sono però ancora decisamente care.
Le batterie stilo e ministilo sono adatte ad
alimentare lettori Cd portatili, flash e macchine fotografiche digitali. Le
promesse dei produttori vanno sempre prese con le molle. Molti sostengono che le
loro batterie possono essere ricaricate fino a 1000 volte, in realtà non
arrivano mai a completare così tanti cicli di ricarica e si esauriscono ben
prima. Ciò non toglie che restino comunque convenienti rispetto alle pile usa e
getta. Meglio non ricaricare le batterie molto prima di usarle, perché restando
a lungo inutilizzate tendono a perdere parte della loro carica.
Esistono caricatori da tavolo, più cari ma solitamente
più rapidi, e modelli che si attaccano direttamente alla presa. Alcuni modelli
hanno un adattatore che ne consente l’uso in automobile, una caratteristica da
tenere in considerazione se si viaggia molto. Molti prodotti sono già venduti
con un set di batterie stilo in dotazione. Quanto alla velocità di carica,
meglio non illudersi: i modelli che promettono ricariche ultra rapide (da un
quarto d’ora o mezz’ora) in genere surriscaldano le batterie e rendono
necessario aspettare un po’ prima di usarle per non rovinare gli apparecchi da
alimentare. Se la velocità è una priorità, meglio orientarsi su caricatori che
per svolgere il compito impiegano un’ora o due, trascorse le quali le batterie
si possono usare subito.