Emissioni da evitare
Le idropitture contengono una percentuale di solventi, anche se ridotta. Queste
sostanze, per la maggior parte derivate dal petrolio, rendono le vernici più efficaci,
ma sono dannose e provocano danni alla salute e all’ambiente.
- A dare all’ambiente il caratteristico odore pungente dopo una tinteggiatura
sono i composti organici volatili (detti sinteticamente Cov). I Cov sono utilizzati
nella composizione di molti prodotti industriali (oltre alle vernici, adesivi,
impregnanti, prodotti per il bricolage), ma anche in prodotti per la casa, come
detersivi, antitarme e insetticidi. Sono presenti anche nel fumo di sigaretta.
Questi composti possono irritare le mucose di gola, naso e occhi, avere conseguenze
negative sul sistema nervoso (provocando cefalea e vertigini) e nel lungo periodo
sull’apparato riproduttivo e su fegato e reni. Non esistono limiti di legge
né linee guida specifiche per la concentrazione di questa grande famiglia
di sostanze tra le mura domestiche. Ci sono solo alcuni valori, generalmente
accettati da più enti: 200-400 microgrammi per metro cubo nell’aria
di casa sono limiti riconosciuti come accettabili per questi inquinanti. Dal
2004 esiste una direttiva europea (2004/42/CE) che limita il contenuto di composti
organici volatili nelle vernici.
I produttori italiani hanno tenuto in considerazione questi limiti. Nel test
abbiamo misurato le emissioni di Cov dopo un’ora, dopo un giorno e dopo
14 giorni dalla tinteggiatura, il lasso di tempo che meglio rappresenta il rischio:
nessun campione ha problemi per le emissioni di Cov. Non possono dire lo stesso
i nostri colleghi belgi e spagnoli di Euroconsumers, dal cui test emergono valori
molto più elevati di composti organici volatili.
- Alcuni nostri campioni sono penalizzati perché rilasciano concentrazioni
elevate di formaldeide, sostanza inquinante recentemente definita cancerogena
dallo Iarc, l’agenzia internazionale per la ricerca sul cancro. Nel test
abbiamo misurato le emissioni a un’ora dall’applicazione e dopo due
settimane, quando molti nostri campioni rilasciano grandi quantità di
formaldeide (da 4 a 6 mila microgrammi al metro cubo). I picchi di esposizione
emessi dalle idropitture che hanno ottenuto un giudizio pessimo sono assolutamente
da evitare. Dopo 14 giorni le emissioni sono generalmente sotto controllo. Il
problema della formaldeide, quindi, riguarda soprattutto il momento dell’applicazione
dei prodotti: ventilare bene i locali che si pitturano ed evitare di soggiornarvi
immediatamente dopo l’applicazione sono consigli da seguire scrupolosamente.
In ogni caso, come dimostra il test i prodotti a basse emissioni di formaldeide
esistono, quindi il nostro consiglio è di evitare le pitture che ne emettono
grandi quantità: è la soluzione più semplice e più sicura.
Ai produttori chiediamo più attenzione verso questo pericoloso composto:
non solo le idropitture devono rilasciare meno formaldeide, ma anche le istruzioni
per l’uso dei prodotti devono essere più dettagliate e cautelative.
In attesa che siano imposti limiti anche per questa sostanza dannosa.
Dieci idropitture a confronto
Il test comparativo mette a confronto dieci pitture ad acqua traspiranti per
bagni e cucine (dette “idropitture”).
Per le nostre prove abbiamo acquistato campioni di idropittura da 4-5 litri.
Chi vuole acquistare il formato più grande da 14-15 litri può risparmiare
circa il 30%: sulla grande quantità i produttori abbassano i prezzi al
litro. Le pitture del test si possono acquistare anche nelle catene di grande
distribuzione e negli ipermercati.
I prodotti sono stati messi alla prova seguendo le indicazioni dei produttori.
Prima di stendere le pitture sulle pareti abbiamo passato una mano di fondo,
anche in questo caso seguendo il consiglio dei produttori.
- Istruzioni con il contagocce. Le informazioni in etichetta sono ridotte all’osso.
Il consumatore non sa se è prevista una data di scadenza né fino
a quando il prodotto può essere utilizzato dopo l’apertura. È scarso
anche l’interesse per l’ambiente: sulle confezioni non compare l’avviso
di non gettare i residui di pittura nei tombini o nelle fogne. Sul barattolo
di Mistercolor non si fa cenno al tempo da far passare tra la stesura della prima
e della seconda mano, mentre CP Italia non dice neanche come preparare le superfici
né quanti mani dare. Riportate in negozio il barattolo e fatevelo cambiare
se, una volta aperto, ne esce un odore sgradevole o se trovate grumi, che non
spariscono neanche dopo aver mescolato la pittura.
- Poco coprenti. Anche chi è alle prime armi riuscirà a stendere
senza difficoltà la pittura, sia con il rullo sia con il pennello. Il
risultato sulle pareti in generale è buono, ma per ottenere questi risultati
ci vuole olio di gomito: il bianco davvero uniforme è garantito dopo tre
mani, anche se i produttori tendono a sottostimare questo aspetto in etichetta.
E la cosa non stupisce, dato che il potere coprente delle idropitture (misurato
passandole sopra una super?cie nera) è giudicato solo sufficiente e neppure
in tutti i casi: CP Italia e Mistercolor ottengono giudizi negativi. Tutte le
pitture aderiscono bene e con facilità alla parete.
- A prova di umidità. Anche se le pitture del test non sono lavabili le
abbiamo sottoposte in laboratorio a una prova di umidità, che hanno sopportato
quasi sempre bene. Questo non significa che, come spesso lasciano intendere i
produttori, possano sopportare per lunghi periodi i densi vapori che aleggiano
in bagni e cucine. La traspirabilità, tanto pubblicizzata nelle idropitture,
induce a credere che si possa smaltire l’umidità attraverso le mura
domestiche: non è vero. Comunque la causa principale della formazione
di muffe sulle pareti è da ricercarsi in una cattiva progettazione del
locale o in qualche guasto: problemi per i quali bisogna trovare soluzioni specifiche.
- Resa sopravvalutata. Abbiamo stimato quanti m² si riescono a tinteggiare
con un litro di pittura. È difficile dire con esattezza quanta vernice
serve per m² di superficie di imbiancatura, perché il diverso modo
di dipingere di ognuno di noi influenza il risultato. Rispetto alle nostre prove,
però, possiamo dire che le stime dei produttori sono abbondantemente in
eccesso. Tenetene conto al momento dell’acquisto, per non rischiare di
rimanere senza vernice a metà dell’opera. Ipotizzando una camera
da letto da 4 metri per 4 con una porta e una ?nestra, ci vuole una confezione
da 4-5 litri per dare a malapena una prima mano.
- Emissioni pericolose. Le pitture possono provocare problemi di tossicità,
soprattutto se non le si applica in modo adeguato (per esempio senza aerare i
locali). In laboratorio siamo andati a caccia di eventuali sostanze dannose per
la salute o per l’ambiente. Le emissioni sono state misurate dopo un’ora
e dopo due settimane dall’applicazione delle pitture. Nessun campione ha
emesso quantità preoccupanti di composti organici volatili (i cosiddetti
COV), l’insieme delle sostanze che tendono a evaporare dalla vernice e
a disperdersi nell’aria. È invece problematica la presenza di formaldeide,
sostanza cancerogena, emessa in quantità eccessiva da tre campioni del
test: Brico Center, Duco e Max Meyer. Anche le due pitture Mistercolor destano
preoccupazione, seppure in minor misura.
Miglior Acquisto
Il test ha messo a confronto dieci idropitture per bagni e cucine. Tutti i campioni
sono efficaci allo stesso livello, tranne CP Italia Faccioio e Mistercolor idronet
che hanno un potere coprente delle superfici insufficiente. Tre campioni del
test sono invece del tutto sconsigliabili perché emettono eccessive quantità di
formaldeide: si tratta di Brico Center Bagni e cucine, Duco Fresco&asciutto
e Max Meyer Fresh. Conviene ricorrere ad altri prodotti, visto che alternative
più salutari esistono.
Tenendo conto del prezzo della pittura, del costo del fondo e delle prestazioni
il prodotto Migliore del Test è Boero Idropittura traspirante (14-16,50
euro), che vince anche il titolo di Miglior Acquisto insieme ad Attiva Grandi
superfici (14 euro).