Siamo andati sul campo
Ci siamo recati nei negozi, nei panni di consumatori alla ricerca di prestiti finalizzati per acquistare un elettrodomestico, un attrezzo sportivo o dei mobili.
Nel mese di dicembre 2008, il periodo dell'anno in cui maggiormente le catene commerciali spingono sui prestiti per aumentare le vendite, abbiamo visitato 239 negozi in 7 città: Bari, Bologna, Brescia, Milano, Napoli, Roma e Torino.
In tutto abbiamo recuperato 285 offerte di rateizzazione.
Abbiamo verificato il comportamento degli addetti riguardo alle informazioni: consegna dei foglietti informativi previsti dalla legge, trasparenza dei volantini pubblicitari, possibilità di esaminare il contratto prima della sottoscrizione, indicazione del Taeg. Nei casi in cui il Taeg era indicato, lo abbiamo ricalcolato, sempre in base ai loro dati, per verificarne la veridicità.
Abbiamo inoltre raccolto dati sulle carte di fidelizzazione offerte da molte catene commerciali, quando queste hanno anche la funzione di carte revolving. Abbiamo verificato i costi anche di questo tipo di credito e le condizioni delle carte.
Infine abbiamo esaminato con gli stessi criteri alcune offerte di credito al consumo online.
La nostra inchiesta mostra ancora una volta come il credito al consumo abbia in sé diversi elementi di rischio. Il primo tra tutti è l'asimmetria informativa, cioè il fatto che chi si indebita riceve troppo spesso informazioni incomplete. Il che può portare anche a eccedere in ottimismo, pensando che nulla potrà intralciare la possibilità di onorare il debito. In attesa di un maggior rigore anche grazie alla nuova normativa, bisogna esercitare la massima prudenza.
Direttiva: approviamola in fretta
La direttiva europea recentemente approvata (dopo un iter di lentezza esasperante) dovrebbe portare novità importanti e maggiori tutele per chi acquista. Gli aspetti più importanti sono quelli che riguardano la pubblicità: non potranno più comparire avvisi pubblicitari generici, ci dovranno essere informazioni dettagliate, graficamente chiare, e sarà obbligatorio riportare a quanto ammonta il prezzo finale del prodotto, quando pagato a rate.
La direttiva specifica inoltre tutte le spese che devono essere incluse quando si pubblicizza il Taeg, che dovrebbe così rispondere al suo ruolo di vero indicatore del costo del prestito: ruolo che perde, se nel suo calcolo ci si "dimentica" di includere qualche spesa, come spesso avviene.
Decisamente, si sentiva il bisogno di una regolamentazione più stringente. Ma ancora di più che ci sia uno sforzo maggiore per far rispettare le leggi.