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Annuncio panificatori aumento prezzo pane. Altroconsumo: e' cartello, intervenga l'Antitrust

L'Unione Panificatori annuncia l'aumento dei listini del prezzo pane di almeno 50 centesimi al chilo in diverse città italiane e Altroconsumo segnala tale decisione all'Autorità garante della concorrenza e del mercato, chiedendo di intervenire per impedire intese anticoncorrenziali.

Lo scorso 24 settembre, nel corso dell'assemblea generale, l'Unione Panificatori ha sostenuto che sino ad ora solo il 10% dei commercianti ha realmente ritoccato i prezzi, e ha annunciato ufficialmente l'aumento generalizzato dei listini che in alcune zone d'Italia porterà il prezzo del pane al di sopra dei 3 euro per un chilo di prodotto. Aumenti, secondo l'associazione di categoria, dovuti a un adeguamento dei prezzi, effetto dell'incremento nel prezzo delle materie prime.

I rappresentanti dei panificatori hanno dichiarato esplicitamente e pubblicamente che il prezzo del pane non potrà essere inferiore a 2,60 euro, o addirittura a 3,00 euro al chilo nella città di Roma, con un aumento del 50-70% rispetto ai prezzi attualmente praticati.

Per Altroconsumo tali indicazioni di prezzo da applicare alla vendita, sia per le circostanze nelle quali sono state diffuse, che per la forma di comunicazione all'assemblea - tabelle, prezzi, listini - sia per i soggetti coinvolti, si presentano come il risultato di accordi all'interno dell'associazione di categoria. Elementi sufficienti per scrivere all'Antitrust, chiedendo di intervenire.

Per l'associazione indipendente di consumatori esistono diversi segnali di speculazione sul prezzo del pane al consumatore, non ultimo la differenza di prezzo tra nord e sud del Paese: a Milano un chilo di pane costa il doppio rispetto a Napoli, divario che non risulta giustificato dai diversi costi di produzione.

Altroconsumo non contesta l'aumento del prezzo del pane in sé, quanto l'entità di tale aumento. A Roma, per produrre un chilo di pane si è passati dai 20 centesimi di euro di qualche mese fa, agli attuali 37 centesimi per l'utilizzo della farina. Ciò giustificherebbe un aumento del prezzo del pane pari a 17 centesimi al chilo, di molto inferiore a quello preannunciato dall'Unione Panificatori che sfiora i 50 centesimi di euro.

A seguire, la tabella con il legame tra prezzo del pane e quello della farina: l'aumento preannunciato dall'associazione dei panificatori è evidentemente sproporzionato rispetto al reale aumento del prezzo della materia prima.

Stime Altroconsumo aumento prezzo farina e incidenza prezzo pane
Aumento materia prima: farina 37%
Prezzo al chilo in euro 2,00 - 4,00
Incidenza costo materia prima sul prezzo finale 14% - 7%
Aumento prezzo al chilo giustificato in euro 10 centesimi al chilo
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