Emilie Barrau - Beuc
Sintesi a cura di Luisa Crisigiovanni
Sono in molti a pensare che il concetto di privacy su Internet sia da ritenersi superato.
Studi recenti dimostrano al contrario che i consumatori europei - inclusi i giovani - prestano molta attenzione alla propria privacy sulla rete: l'82% dei giovani è particolarmente preoccupato del fatto che i propri dati vengano utilizzati senza che loro ne siano a conoscenza, il 75% che la propria identità sia ricostruita utilizzando informazioni prese da differenti fonti e il 69% che i propri comportamenti siano distorti.
Tecnologie innovative danno la possibilità agli operatori del settore privato di profilare i consumatori raccogliendo e utilizzando i loro dati personali: ciò porta a un'invasione della loro privacy, spesso senza che questi neppure lo sappiano o abbiano dato la loro approvazione.
La Commissaria Kuneva ha dichiarato alla Tavola rotonda del 31/03/2009 sull'Online Data Protection che i dati personali sono la benzina di Internet e la nuova moneta del mondo digitale.
La Direttiva sui dati personali 45/96/EC costituisce il quadro legale di riferimento per il trattamento dei dati personali nell'Unione europea. Tuttavia, sia l'entrata in vigore del Trattato di Lisbona, sia la Carta europea dei diritti fondamentali che la Convenzione europea dei diritti umani riconoscono la tutela dei dati personali e il diritto alla privacy quali diritti fondamentali, quindi ne rafforzano la tutela.
Inoltre, non è da sottovalutare il ruolo che la legislazione "tradizionale" (la direttiva sulle pratiche commerciali scorrette e quella sulle clausole abusive) può ricoprire per la tutela della privacy dei consumatori.
È risaputo, per esempio, che molte privacy policy non rispettano requisiti base sulla trasparenza: la maggior parte dei consumatori non legge abitudinariamente le condizioni sulla privacy riportate nei contratti a causa della loro lunghezza, complessità di scrittura e conseguente difficoltà di lettura. Questo comporta l'inconsapevolezza dei propri diritti da parte dei consumatori all'atto di sottoscrizione dei contratti.
Il fatto che i consumatori non esercitino i propri diritti non significa che essi non abbiano a cuore la propria privacy. Dimostra piuttosto la necessità di modificare i contratti che gli utenti devono sottoscrivere: migliorare le condizioni generali e semplificarne l'accessibilità utilizzando un linguaggio semplice e appropriato, che consenta loro di autorizzare eventualmente con consapevolezza il trattamento dei propri dati. Se da una parte è importante considerare il fatto che esistono numerosi strumenti di controllo del processo di raccolta dei dati personali, dall'altra sono molti i casi di infrazioni in tale ambito che restano non sanzionati.
Il modo migliore per aumentare la tutela dei consumatori è dunque assicurare che questi possano esercitare i propri diritti con semplicità e a tutti i livelli. Campagne di informazione relative alla tutela dei propri dati personali dovrebberero essere organizzate dalle associazioni di consumatori e dalle Autorità nazionali. Tuttavia, se è vero che informazione ed educazione aumentano la gestione consapevole della propria privacy è anche vero che non si deve scaricare tutta la responsabilità sulle spalle del consumatore:
Chi pensa dunque che l'epoca della privacy sia ormai superata, è probabile senta parlare di privacy online ancora per molto, molto tempo.