Aggiudicarsi costosi premi con solo pochi euro è una cosa che fa gola a tutti. E internet viene visto sempre più come il mondo dove tutto ciò è possibile. Lo promette anche il portale www.BidPlaza.it, uno dei più opulenti siti di aste online al ribasso comparsi in Italia nel 2007. BidPlaza mette all'asta case, auto di lusso, telefonini e prodotti tecnologici. Alla chiusura dell'asta se li aggiudica chi fa l'offerta (anche di pochi euro) più bassa. Basta che sia unica (cioè nessun altro deve aver fatto quella stessa offerta). L'idea può sembrare geniale, ma rispetta davvero la legge? E l'utente sta davvero partecipando a un'asta o piuttosto sta tentando la fortuna alla stregua di una lotteria? Sotto la nostra lente d'ingrandimento, le cose che proprio non tornano in questo sistema sono davvero tante.
Per questo abbiamo deciso di fare un esposto all'Autorità Garante della concorrenza e del mercato proprio per denunciare l'ingannevolezza del messaggio (pubblicitario) che giunge a chi partecipa a questo gioco e le moltissime omissioni del sito e dei suoi gestori in termini di informazione e trasparenza.
Una volta registrati occorre versare del denaro (tramite carta di credito o postepay) in un conto virtuale. Da quel momento si sceglie una delle innumerevoli aste ancora aperte (con tanto di countdown bene in vista) e si effettuano le proprie puntate al costo di 2 euro ciascuna; immediatamente il sito vi dirà se siete i soli ad aver fatto quella puntata e se la vostra è in quel momento la più bassa. Se così fosse dovrete comunque attendere la scadenza dell'asta per aggiudicarvi il premio. In realtà non si tratta di una vera "puntata" ma dell'acquisto di un pacchetto informativo: in pratica si comprano informazioni per restringere via via il campo delle probabilità.
L'acquisto di questo pacchetto però non è regolato da nessuna delle informative che devono essere presenti nei siti che vendono prodotti online; non si hanno le informazioni relative al costo esatto del pacchetto che si sta acquistando e non si ha neppure la consapevolezza di acquistare un bene (celato sotto le mentite spoglie di una "puntata" d'asta) poiché manca l'indicazione dell'intento commerciale di tale pratica.
Ma c'è di più. La legge vieta le aste online a chi vende al dettaglio; ma BidPlaza non rende noto chi sia il venditore dei beni pubblicizzati e messi all'asta.
In assenza di questa informazione si deve supporre che sia BidPlaza stessa il venditore al dettaglio e quindi, per la legge, impossibilitato a fare aste online. E comunque, se anche il sito vendesse beni per conto terzi, sarebbe obbligato dal Codice del Consumo a indicare "indirizzo geografico e identità del professionista per conto del quale il soggetto agisce": tutti dati che mancano. Infine c'è da chiedersi chi è deputato a raccogliere le offerte pervenute e a decretare quella vincente; non si fa riferimento infatti ad alcun notaio o altro pubblico ufficiale che assicuri il consumatore da eventuali manomissioni di questa lotteria a vantaggio di BidPlaza.
Il sospetto è forte anche perché, da una semplice ricerca tra i nominativi di coloro che si sono aggiudicati un premio, alcuni soggetti sembrano ricorrere con una certa frequenza nell'elenco dei "vincitori": che siano davvero abili scommettitori?
Al di là dei sospetti, non a caso abbiamo preferito parlare di "lotteria", perché è proprio l'elemento fortuna a essere determinante nell'assegnazione del premio; un tentare la sorte che presuppone l'acquisto di uno o più biglietti spacciati per pacchetti informativi. Non un'asta, quindi, come l'ingannevolezza del messaggio sul sito porterebbe a credere, ma una vera e propria lotteria che, peraltro, in quanto tale sarebbe soggetta a regole diverse e ben più severe.