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Errori in camice bianco. Se il medico sbaglia

1 marzo 2007

Gli errori dei medici causerebbero migliaia di decessi l'anno. Le stime, anche se approssimative, rivelano la presenza di un serio problema da affrontare, anche perché nel nostro Paese, ogni anno, sono intentate circa 12 mila cause contro medici e strutture ospedaliere per la richiesta di risarcimento dei danni per difendere dei diritti del malato.

Una triste classifica

Questa la classifica, stilata dal Tribunale del Malato, delle specialità più a rischio di errori: al primo posto troviamo ortopedia e traumatologia, seguite da oncologia, ostetricia e chirurgia. A guidare, invece, la graduatoria dei reparti dove si commettono più errori c'è la sala operatoria, seguita dai reparti di degenza, il pronto soccorso e gli ambulatori.

Prevenire con l'informazione

Il primo punto per evitare errori, fraintendimenti o violazioni dei diritti del malato è il dialogo: il medico deve fornire tutte le informazioni riguardo all'intervento o alla terapia che intende sottoporre al paziente e quest'ultimo non deve nascondere nulla al proprio dottore. Il paziente, infatti, può fare la sua parte per prevenire l'errore del medico.

  • La prima regola è quella di fornire tutte le informazioni riguardanti il proprio stato di salute: eventuali malattie, farmaci utilizzati, terapie in corso, e così via.
  • È fondamentale pretendere spiegazioni chiare su terapie, interventi e sull’uso di eventuali farmaci.
  • Si può chiedere che l'informazione venga data anche per iscritto, per esempio se bisogna seguire una terapia lunga che ha regole precise, in modo da non dimenticarsi orari o modalità di somministrazione.
  • Prima di prendere qualsiasi decisione si può sempre sentire il parere di un altro medico: questa pratica, definita "second opinion", permette di avere una panoramica completa della situazione, soprattutto quando il caso è complesso.
  • Può essere utile farsi accompagnare alle visite da una persona di fiducia.
  • Non dimenticare che è possibile  in qualsiasi momento cambiare idea  e revocare il consenso al trattamento.
    Il medico, da parte sua, ha il dovere di informare il paziente su diagnosi, terapie, interventi e su eventuali rischi, e ricevere il suo consenso. L’inosservanza di quest'obbligo diventa fonte di responsabilità se il paziente subisce un danno. In tal caso il medico è responsabile anche se  la sua condotta è stata corretta.
  • Negli interventi di equipe l’obbligo incombe su tutti gli operatori in base alle loro specifiche attività.
  • Il consenso è considerato valido soltanto se il paziente è stato correttamente informato sulle modalità ed i rischi connessi al trattamento.
  • L’informazione deve essere:
    • dettagliata e precisa su patologia, terapia, cure alternative praticabili e conseguenze che possono derivare dall’atto medico;
    • chiara e comprensibile, possibilmente adatta alle capacità di comprensione del singolo paziente;
    • scritta.



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