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Calcoli biliari: conviverci o sfrattarli?

1 aprile 2008
Calcoli biliari: conviverci o sfrattarli?

Nella maggior parte dei casi, i calcoli alla cistifellea (detta anche colecisti) non danno sintomi e non hanno bisogno di cura. Solo in caso di complicazioni l'intervento chirurgico potrebbe essere indicato.
Il dilemma è toglierli o conviverci? La risposta non è univoca. È uno dei casi in cui il mito della medicina come scienza esatta è più facile da mettere in discussione e dove il paziente non deve avere una fiducia cieca nella diagnosi del medico. Infatti, solo in caso di complicazioni l'intervento chirurgico potrebbe essere indicato. Eppure, la maggior parte dei pazienti non lo sa. Quindi, se vi propongono l'intervento per togliere i calcoli (che significa asportare la cistifellea dove risiedono gli indesiderati "sassolini") non fermatevi al parere di un solo medico, ma chiedetene almeno un secondo.

Come si formano
I calcoli biliari (colelitiasi, per i medici) si formano nella cistifellea (detta anche colecisti o vescicola biliare), un piccolo organo a forma di pera situato sotto il fegato. La bile è formata da diverse sostanze che possono depositarsi e cristallizzarsi nella cistifellea. Questi cristalli possono trasformarsi in calcoli, che sono simili a sassolini con un diametro che resta al di sotto dei 2,5 cm, ma qualche volta sono anche più grandi. Sono formati essenzialmente da colesterolo, calcio e birilubina.

Coliche: un segnale da interpretare
Quando i calcoli biliari si fanno sentire provocano una colica che si manifesta come un dolore acuto (che si posiziona nella parte superiore dell'addome o a destra giusto sotto le costole) che raggiunge il picco in pochi minuti e scompare nel giro di qualche ora al massimo. Spesso con il dolore c'è la nausea, a volte il vomito. Ci sono studi che mostrano come dopo un primo episodio di coliche biliari, la metà dei pazienti avrà una nuova crisi nell'arco dei successivi 12 mesi. Alcuni pazienti hanno una o due coliche, ma poi non hanno più nulla per anni. Se sono rare, lo saranno per il resto della vita. Considerando questi dati, una strategia di attesa è la più indicata. Non si fa nulla e si sta a guardare cosa succede. Anche perché il rischio di complicazioni gravi è davvero basso. È anche vero che la qualità della vita conta: quindi anche se senza complicazioni le coliche si verificano spesso e sono molto dolorose forse si può decidere di sottoporsi all'intervento chirurgico.

Complicazioni pericolose, ma rare
La colica è davvero molto dolorosa, ma solitamente non è pericolosa. Possono intervenire però complicazioni poco piacevoli come un'infiammazione della cistifellea (colecistite acuta) causata da batteri che provengono dall'intestino. In questo caso deve esserci un intervento tempestivo, altrimenti si può verificare una perforazione della cistifellea che è potenzialmente mortale.



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