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Inchiesta sul fumo: gli adolescenti iniziano sempre più precocemente

1 giugno 2008
Inchiesta sul fumo: gli adolescenti iniziano sempre più precocemente

Le restrizioni della legge Sirchia non sono quasi mai motivo per smettere di fumare.
Si è però ridotto il numero di sigarette consumate. Aumentano le violazioni rispetto al 2005. Sempre più precoce l’iniziazione al fumo da parte dei giovani, specialmente delle ragazze. È quanto emerge dalla nostra inchiesta sul fumo, condotta in quattro Paesi europei (Italia, Belgio, Spagna e Portogallo), che ha coinvolto 8.259 persone.

Legge Sirchia e i divieti di fumo in Italia
La legge Sirchia, presa a modello da altri Paesi (in ultimo dalla Francia), fa leva soprattutto sulla riduzione del fumo passivo, con la speranza che l’inibizione possa scoraggiare il consumo di sigarette (fino alla cessazione) e prevenirne l’iniziazione. La messa al bando del fumo passivo (negli ambienti pubblici) ha contribuito a creare la falsa credenza che quest’ultimo sia più dannoso rispetto al consumo (attivo) moderato di sigarette. È una convinzione comune a fumatori, ex-fumatori e non fumatori di tutti e quattro i Paesi dell’inchiesta, ma soprattutto, e non a caso, di quelli italiani. È importante sapere che a far aumentare i fattori di rischio per la salute conta più la durata che la quantità. In soldoni, fumare due sigarette al giorno per vent’anni è più rischioso che farne fuori un pacchetto al dì per un anno. Tutto il gran parlare del fumo passivo non dovrebbe far dimenticare la nocività di quello attivo. I divieti di fumo previsti dalla legge vengono in gran parte rispettati. È sicuramente questa la percezione comune. In effetti sembra che il provvedimento a distanza di tre anni dalla sua entrata in vigore cominci a perdere forza inibitoria, tant’è vero che sono sempre di più quelli che cedono alla tentazione della "bionda" laddove è proibito. Nel 2005, a pochi mesi dalla sua applicazione, solo lo 0,5% dei fumatori italiani dichiarava di non avere rispettato il divieto in ospedale, contro il 13% di oggi. Lo stesso succede a scuola, in ufficio e in discoteca - i bagni sono i luoghi privilegiati dai trasgressori - con percentuali diverse, ma con una forbice sempre molto larga tra 2005 e 2007.

Dipendenza da nicotina
Chi accende la prima sigaretta in tenera età ha più probabilità di cadere vittima della dipendenza da nicotina. Questa evidenza è ancor più drammatica se si considera che l’iniziazione al fumo è sempre più precoce. In Italia, i fumatori adulti (36-75 anni) che dichiarano di aver cominciato a 14 anni, o addirittura prima, sono il 31% degli uomini e il 23% delle donne. Tra i giovani (18-35 anni) le percentuali non solo aumentano notevolmente, ma gli ordini di grandezza si invertono: sono più le donne ad aver sviluppato la dipendenza prima dei 14 anni, 43% contro il 33% degli uomini. Tra gli under 18 di oggi, il trend è microscopicamente più evidente: quasi otto ragazzine fumatrici su dieci iniziano a 14 anni o prima; lo stesso accade a cinque loro coetanei maschi fumatori su dieci.



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