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Centri abbronzanti: si rischia la pelle

1 dicembre 2009
Centri abbronzanti: si rischia la pelle

Il mondo dell'abbronzatura artificiale è una giungla senza regole e controlli. Gli operatori non usano le precauzioni necessarie. Mentre l'organizzazione mondiale della Sanità ha inserito le lampade abbronzanti nella categoria dei cancerogeni di massimo rischio.

L'allarme dell'Oms
"Le lampade abbronzanti sono cancerogene". Se mai ci fosse stato bisogno del timbro dell'ufficialità, adesso c'è anche quello. È arrivato dall'Organizzazione mondiale della sanità, per la precisione dall'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro. Da "probabili cancerogeni" sono passate direttamente nella categoria dei "cancerogeni del gruppo uno", quella di massimo rischio.

L'inchiesta in otto città
Le lampade sono apparecchiature che scottano, in tutti i sensi. Chi gestisce materiale così pericoloso dovrebbe sapere come tutelare la salute dei propri clienti e ridurre al minimo i problemi. È quello che abbiamo voluto verificare sul campo, in 50 centri abbronzanti di 8 città italiane (Bari, Bologna, Milano, Napoli, Roma, Palermo, Torino, Venezia), con l'aiuto di giovani collaboratrici, rigorosamente non abbronzate e con la carnagione chiara.

Farmaci fotosensibiilzzanti
Le giovani signore hanno verificato che l'operatore facesse le dovute domande su eventuali allergie o irritazioni che si sviluppano a seguito dell'esposizione al sole e sull'assunzione di farmaci fotosensibilizzanti. Infatti, alcuni antibiotici, antinfiammatori e altri farmaci causano macchie e reazioni tossiche sotto i raggi della lampada.

Con occhialini e senza trucco
Le giovani signore hanno anche verificato se vengono dati occhialini, se viene consigliato di struccarsi e di togliere eventuali profumi (visto che possono causare reazioni indesiderate, macchie perfino scottature), e se sono a disposizione fazzolettini e creme protettive. Solo 2 centri si comportano correttamente.

Sette consigli per limitare i danni
  1. Non devono sottoporsi a lampade abbronzanti: minorenni, donne in stato di gravidanza, persone di pelle chiara (fototipi I e II), chi ha tanti nei (soprattutto se irregolari), chi ha sofferto di frequenti scottature solari durante l'infanzia, chi ha casi di melanoma in famiglia, chi ha lesioni cutanee maligne o pre-maligne.
  2. Non fate più di due sedute alla settimana, distanziate di almeno 48 ore l'una dall'altra. Comunque, non superate le 30 sedute annuali.
  3. Evitate di sottoporvi alla lampada abbronzante se nella stessa giornata vi siete esposti al sole.
  4. Se state prendendo farmaci, consultate il medico curante prima di andare in un centro abbronzante.
  5. Usate sempre gli appositi occhiali protettivi durante l'esposizione agli UV. Non basta chiudere gli occhi.
  6. Quando vi sottoponete alla lampada, ricordate di non utilizzare trucchi, creme, profumo, deodoranti… e di rimuovere le tracce di cosmetici usati in precedenza.
  7. Andate solo in centri abbronzanti che si dimostrano attenti alle esigenze della vostra pelle, vi consigliano su tempi e dosi, hanno una scheda personale con il numero delle vostre sedute. E dove, naturalmente, sono attenti alla pulizia e all'igiene


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