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Creme per la dermatite atopica: abbiamo portato in Europa le vostre esperienze
4 marzo 2009
Presentiamo all'Emea (Agenzia europea dei medicinali) i risultati del nostro progetto sulle creme per dermatiti, che ha raccolto molte vostre segnalazioni.
Chi utilizza i farmaci può ben raccontare successi e insuccessi delle terapie. Se coinvolti opportunamente, i consumatori possono dare un importante contributo alla farmacovigilanza, la scienza che si occupa di trovare, analizzare, capire e prevenire tutti i problemi connessi all’uso dei farmaci, non solo gli effetti indesiderati, quindi, ma anche l’uso improprio e l’abuso.
La vostra testimonianza sulle creme per dermatiti
La nostra esperienza di coinvolgimento diretto dei pazienti, attraverso il sito Internet - nella sezione salute - sotto la voce “Questa la racconto”, lo ha dimostrato. Il 5 marzo siamo andati all’Emea (Agenzia europea dei medicinali), che ha sede a Londra e si occupa di autorizzare i farmaci con procedura centralizzata e vigilare sulla loro qualità, efficacia e sicurezza: abbiamo presentato i risultati del nostro progetto sulle creme Elidel e Protopic, che in poco più di due anni ha raccolto quasi cinquecento segnalazioni di cittadini (che ringraziamo), non solo sugli effetti indesiderati, ma anche sulle prescrizioni non appropriate e sull’uso poco corretto di questi farmaci. Si tratta di due prodotti sotto monitoraggio negli USA, in Europa e anche in Italia per i sospetti rischi di cancro associati al loro utilizzo. I risultati, notevoli e superiori alle aspettative, sono stati pubblicati in diverse puntate sulle nostre riviste, l'ultima è su Test Salute n, 77, dicembre 2008.L’importanza delle vostre segnalazioni
Perché sono importanti queste segnalazioni provenienti dai cittadini?- perché è necessario ascoltare la voce di chi usa i farmaci, facendone esperienza diretta
- perché i consumatori segnalano in modo preciso e dettagliato
- perché i consumatori segnalano molto più dei medici e dei farmacisti (per quanto la situazione della farmacovigilanza in Italia sia da qualche anno migliorata, anche grazie alle segnalazioni di altre figure professionali coinvolte, come gli infermieri)
- perché i consumatori forniscono informazioni preziose sull’uso dei farmaci fuori dalle indicazioni approvate (in gergo tecnico si dice uso “off-label”), un dato che altrimenti non si riuscirebbe a reperire
- perché è necessario raccogliere tutte le informazioni possibili per avere farmaci sicuri o comunque per utilizzarli al meglio, evitando il più possibile i rischi.