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Depilarsi con la luce pulsata, no grazie

17 gennaio 2011
Depilarsi con la luce pulsata, no grazie

Liberarsi dei peli supeflui a casa propria, utilizzando un epilatore a luce pulsata: non ne vale la pena. Sono prodotti piuttosto cari, non funzionano bene, non sono adatti a tutti e soprattutto non risolvono definitivamente il problema peli.

Cos’è la luce pulsata
La luce pulsata trasferisce energia alla melanina contenuta nel pelo e nella radice, che assorbono gli impulsi luminosi. Più il colore del pelo è scuro e più luce può essere assorbita e in questo modo la ricrescita viene inibita.
Abbiamo provato due apparecchi che funzionano con questa tecnica: Remington i-light (299 euro) e Philips Lumea (499 euro).

Il test: perché non ci convince
Dopo 3 sedute, intervallate di due settimane, abbiamo notato una riduzione dei peli delle aree trattate sia con Philips che con Remington, ma in nessun caso ci siamo liberati completamente della peluria. Quindi, se pensavate di usare la luce pulsata in inverno per liberarvi di cerette o epilatori in estate non fatevi illusioni. Il trattamento riduce il numero dei peli, ma non è definitivo e dura solo qualche settimana.
Il risultato non soddisfa anche per altri motivi: a volte è difficile trattare la pelle perché il fascio di luce funziona a singhiozzo, e c’è il rischio di trattare più volte la stessa area trascurandone altre. In più si prova un leggero dolore.

Non è per tutti, dipende dal fototipo
Gli apparecchi a luce pulsata funzionano solo su peli neri, marroni o biondo scuro, mentre non sono efficaci su peli biondi, rossi, bianchi e grigi. Ecco perché è fondamentale identificare il proprio fototipo, e infatti viene fornita una tabella per la valutazione. Un altro limite degli apparecchi è che non vanno usati in presenza di: tatuaggi, macchie scure (nei, voglie, lentiggini), ma anche vene varicose, vene visibili, cicatrici. Insomma, sicuramente la luce pulsata non è per tutti, e potremmo scoprire di dover riportare l’apparecchio in negozio o di poter trattare solo alcune aree, anche solo banalmente per il fatto di essere abbronzati.

Effetti collaterali e interazione con farmaci
Il trattamento è sconsigliato se si assumono farmaci che fotosensibilizzano (come la pillola anticoncezionale e gli antinfiammatori) e se si hanno determinate patologie (diabete, lupus...). C’è anche la possibilità di effetti collaterali, dichiarate dagli stessi produttori: arrossamento cutaneo (simile a una scottatura solare), secchezza e scolorimento della pelle, infiammazione o infezione cutanea, dolore eccessivo.
I nostri esperti, che hanno utilizzato l’apparecchio attenendosi scrupolosamente alle istruzioni, hanno registrato solo in pochi casi un lieve pizzicore o irritazione cutanea, scomparsa in 2/3 giorni.



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