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Ernia inguinale: non sempre serve operare

1 agosto 2009
Ernia inguinale: non sempre serve operare

Se un tratto di intestino sporge verso l'esterno, perché non è più trattenuto dalle pareti addominali, allora si parla di ernia inguinale.

Accorgersi dell'ernia
All'inizio è un gonfiore: magari basta premere e l'ernia rientra. Col tempo, tende però a ingrossare. In altri casi il gonfiore non c'è: ce ne accorgiamo solo perché iniziamo a sentire dolori e pesantezza quando stiamo seduti o in piedi. Altre volte è il nostro medico ad accorgersene, durante un esame di routine. Se il gonfiore non c'è, ci può chiedere di tossire in modo da mettere sotto sforzo le pareti addominali e verificare se si manifestano fenomeni anomali.

Vari tipi di gonfiori
Tra inguine e genitali si possono manifestare anche altri gonfiori, che possono essere il segnale di qualcosa di più pericoloso, come linfonodi infettati o linfomi, nel caso peggiore, tumori ai testicoli. In questo caso possono servire esami strumentali, come gli ultrasuoni.

Aspettare può essere la soluzione migliore
Una volta che l'ernia si è manifestata, ci sono due alternative. La prima è aspettare: in linea generale, se l'ernia non causa dolore ed è piccola, un'attesa vigile può essere la strategia migliore. Alcuni studi hanno infatti evidenziato che se l'ernia non dà sintomi, prima di intervenire è meglio confrontare i rischi legati all'operazione con quelli del vivere tenendosi l'ernia. Non sempre i dati indicano che chi è stato operato sta meglio: al contrario sembra più probabile che in presenza di dolori minimi non sia consigliabile ricorrere al bisturi. Anche perché il dolore rischia di rimanere, anche dopo l'intervento.


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