Salute
Acqua potabile
L'acqua è un bene prezioso di cui tendiamo però a fare un uso spesso distratto. Se da un lato tendiamo a sottovalutarne la qualità, il che spiega il clamoroso e ingiustificato successo delle minerali in Italia, dall'altro non ci facciamo problemi a sprecare acqua potabile in tutti i possibili usi domestici.
Conosci l'acqua
Quanta acqua c’è
La stima più verosimile della quantità d’acqua presente sulla Terra parla di circa 1,4 miliardi di chilometri cubi. Il 97,5% dei quali, però, è formato da acqua salata, mentre soltanto il 2,5% è acqua dolce. Di questa proporzionalmente minuscola quantità, il 68,9% circa proviene dai ghiacciai, il 30,8% dal suolo, mentre lo 0,3% da fiumi e laghi. In pratica perciò sui 35 milioni di chilometri cubi di acqua dolce presenti sul pianeta, ben 24 si trovano sotto forma di ghiacciai e nevi perenni e non sono perciò fruibili.
Il ciclo dell’acqua
Ma quella che arriva fino a noi quando apriamo il rubinetto di casa da dove arriva e che strada percorre? Il ciclo dell’acqua è molto complesso ma possiamo riassumerlo in maniera piuttosto schematica dicendo che il calore del sole fa evaporare l’acqua di mari, fiumi e laghi e la trasforma in vapore acqueo. Il vapore, a contatto con l’aria fredda in atomosfera, condensa e torna sulla terra come pioggia, neve o grandine. Una parte dell’acqua delle precipitazioni serve alle piante per vivere, il resto è assorbito dal terreno e va ad alimentare le falde acquifere sotterranee.
La falda: un serbatoio naturale
Le falde sono delle raccolte d’acqua che si infiltra tra diversi strati rocciosi del sottosuolo. L’acqua piovana, ma anche fluviale e di ruscellamento, si insinua tra la roccia e la sabbia finché non incontra uno strato impermeabile che non ne permette il passaggio e la blocca lì, formando appunto la falda. Dal sottosuolo l’acqua può emergere spontaneamente (acque risorgive o fontanili) oppure essere estratta attraverso la trivellazione di pozzi.
In Italia le acque per usi civili provengono in gran parte dalle falde acquifere dove restano generalmente più protette dall’inquinamento rispetto alle acque dei bacini superficiali perché è il terreno stesso che sovrasta la falda a fungere da filtro.