A farci diventare obesi sono soprattutto gli amici, i fratelli e i coniugi. Sono queste le conclusioni di una ricerca americana finanziata da una borsa di studio dei National Institutes of Health su un campione di circa 12 mila persone, seguite per più di 30 anni.
Dai dati emerge che le relazioni sociali degli individui esercitano un'influenza significativa sulla diffusione dell'obesità. Ad esempio, le probabilità che una persona diventi obesa aumentano del 57% se un suo amico (dello stesso sesso) diventa a sua volta obeso. Se si tratta di un amico intimo, la probabilità cresce del 171%. Esaminando coppie di fratelli maschi, gli studiosi hanno calcolato che se uno dei due diventa obeso, la probabilità che anche l'altro lo segua sulla stessa strada aumenta del 44%.
Nel caso di coppie di sorelle, la percentuale è del 67%. L'aumento del rischio è invece del 37% se a diventare obeso è uno dei due coniugi. Questi effetti si manifestano anche se c'è una certa distanza geografica tra le due persone esaminate. Al contrario, il fatto che il vicino di casa diventi grasso non influenza in alcun modo le probabilità che il soggetto esaminato lo diventi a sua volta.
L'obesità, suggeriscono i ricercatori, sembra diffondersi grazie all'influenza che la cerchia di amici e familiari esercita su una persona. A cambiare sarebbe la percezione delle norme sociali di comportamento: l'obesità viene accettata di più e il rischio percepito di meno. I ricercatori sottolineano dunque che l'obesità non è tanto un problema clinico, quanto di salute pubblica e quindi bisogna agire sui comportamenti individuali per cercare di arginare il problema.