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Meduse e tracine: cosa fare contro le insidie del mare

17 agosto 2012
Meduse e tracine: cosa fare contro le insidie del mare

Nella maggior parte dei casi le lesioni e le punture derivanti dal contatto con tracine, meduse e ricci di mare provocano disturbi risolvibili senza troppi problemi. Ma per limitare dolore e fastidio è importante mantenere la calma e osservare alcuni semplici accorgimenti. Ecco quali.

La tracina (o pesce ragno) si mimetizza con il fondale
La sua puntura è davvero dolorosissima e, purtroppo, è un pesce che abbonda nei nostri mari e che si avvicina molto anche alla riva. Non è difficile calpestarlo, perché si apposta sotto la sabbia e si mimetizza con il fondale. La puntura arriva dalle spine dorsali della tracina, che rilasciano il veleno responsabile del dolore intenso che colpisce la parte interessata. Il punto di inoculazione del veleno si presenta arrossato e gonfio e possono comparire anche sintomi come nausea, vomito e febbre. Il dolore può durare parecchie ore ed estendersi all'arto.

No al ghiaccio, il calore annienta il veleno
Per alleviarlo bisogna immergere la parte colpita in acqua calda, la più calda che si riesce a sopportare, per almeno 30 minuti, anche di più. Il calore distrugge il veleno, che è costituito da una tossina sensibile al calore. È meglio lavare prima la parte interessata con acqua dolce. Un buon rimedio immediato quando si è in spiaggia è mettere il piede nella sabbia calda. Da evitare ghiaccio o acqua fredda, che peggiora le cose (non va bene neanche l'ammoniaca). Sarà poi un medico a valutare la necessità di una pomata cortisonica o antibiotica e di una eventuale antitetanica se il paziente non è coperto.

In caso di contatto con una medusa è utile l'acqua di mare
Il tocco della medusa, si sa, non è piacevole. Nella parte colpita compare un eritema molto doloroso, simile a un'ustione, accompagnato da gonfiore. La reazione alla puntura della medusa è però molto variabile, perché dal prurito si può arrivare anche all'arresto cardiorespiratorio nei casi più gravi. Se sei venuto a contatto con una medusa puoi sciacquare la lesione con acqua di mare, non con acqua dolce, che attiverebbe le cellule urticanti che non si sono ancora rotte. Per alleviare il dolore usa un po' di aceto da cucina diluito in acqua. Un medico potrà suggerire una crema all'idrocortisone, prescrivere degli antistaminici o antidolorifici. Verifica che la tua vaccinazione antitetanica sia ancora valida, altrimenti il medico potrebbe consigliarti di farla.

Ricci di mare: usa garze imbevute di acqua e aceto
I ricci solitamente vivono su fondali rocciosi poco profondi, in nicchie riparate scavate negli scogli. Se si calpestano, le spine, che sono fragili, si possono spezzare e rimanere conficcate nella pelle. Sono dolorose e fastidiose, quindi è consigliabile rimuoverle, meglio se con una pinzetta o con un ago sterile, cercando di non spezzarle. Se non ci si riesce è possibile provare, dopo aver lavato e disinfettato la zona colpita, a bagnarla con garze imbevute di acqua e aceto (scioglie i residui di spina). Oppure puoi provare con un impacco di pomata di ittiolo, che ne favorisce l'espulsione. Comunque, se non vengono espulse, possono essere disgregate e assorbite dai tessuti stessi.

Taglio da corallo: pulisci la ferita con acqua dolce
È una lesione frequente (dove i coralli ci sono). Bisogna pulire la ferita, irrorarla con acqua dolce o soluzione salina e togliere tutti i detriti. Coprire quindi con una medicazione sterile e bendare. Attenzione, nei giorni successivi, a gonfiori, arrossamenti, odore cattivo, febbre, pus: potrebbero essere la spia di un'infezione. In questi casi, meglio rivolgersi al medico, che valuterà se applicare una crema antibiotica (a base di bacitracina).



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