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febbraio 2007


Indagine sulla qualità degli ospedali
Il C.T.O. di Torino e l'Istituto Gaetano Pini di Milano fanno sapere

Due strutture ospedaliere ci hanno contattato per commentare i giudizi negativi attribuiti loro all'interno della pubblicazione "Ospedali: dove sta la qualità" (Salutest N°66 febbraio 2007). Cogliamo volentieri questa occasione per sottolineare nuovamente il clima di aperta collaborazione e confronto che ha caratterizzato questa inchiesta: in sé costituisce uno dei principali risultati del lavoro stesso, peraltro affatto scontato, e volentieri pubblichiamo le precisazioni che ci sono pervenute, con una nostra risposta.

Il C.T.O. di Torino

  • informa che con l'inizio del 2007 è stato avviato un gruppo regionale di progetto per l'avvio di un registro regionale delle protesi del Piemonte su modello lombardo ed emiliano
  • sottolinea che l'azienda è impegnata nella rete piemontese "Ospedale senza dolore" con percorsi di formazione specifica degli operatori e pertanto ritiene eccessivo il giudizio "pessimo" ricevuto sul controllo del dolore.
  • Discute la mancata evidenza in una tabella dei buoni protocolli di prevenzione dei rischi infettivo, tromboembolico e di piaghe da decubito comuni peraltro a tutte le strutture visitate, considerando la scelta penalizzante e incisiva sulla completezza dell'informazione sul rischio offerta ai lettori

L'Istituto Gaetano Pini di Milano
Pur senza negare quanto pubblicato nell'inchiesta, poiché i dati riportati ci sono stati forniti da personale di scelta della Direzione Sanitaria, l'istituto Gaetano Pini tiene a che i lettori siano informati di alcuni aspetti aggiuntivi:

  • la presenza di 3 infermieri il sabato mattina e 2 la domenica mattina, la possibilità di assistenza oltre orario per i parenti di persone con più di 65 anni, il giro di visite mediche effettuato nei giorni festivi, il numero di telefono degli studi dei medici fornito ai pazienti alla dimissione e, dal marzo scorso, la consegna di un opuscolo informativo all'ingresso nell'istituto, aggiornato anche sulla base delle indagini di soddisfazione degli utenti.
  • La presenza della rilevazione del dolore come atto programmato in cartella clinica e la responsabilità specifica del servizio di terapia del dolore nella gestione del trattamento.
  • L'aggiornamento continuo della casistica del reparto con i dati delle visite programmate per il follow up dei pazienti.
  • La presenza di numerosi specialisti dell'istituto all'interno di società scientifiche nazionali e internazionali anche in ruoli istituzionali.
  • L'istituzione di comitati per la gestione del rischio clinico e per la valutazione dei sinistri con inquadramento degli eventi avversi e degli errori all'interno di protocolli specifici per la gestione dei contenziosi. A questi protocolli partecipa l'URP, l'UO Affari generali e legali, la Direzione Medica e il Risk Manager con l'obiettivo di chiarire l'evento, valutare soluzioni cliniche alternative, condurre l'eventuale causa con i relativi riflessi assicurativi e legali. A latere di questi protocolli si sottolinea lo sforzo di identificazione e soluzione degli elementi di rischio e la formazione del personale.
  • Il lungo lavoro multidisciplinare che ha consentito lo sviluppo di un protocollo per la gestione del consenso informato per l'esecuzione delle procedure diagnostiche e delle prestazioni terapeutiche. La procedura attuale, di riferimento a livello nazionale, prevede la consegna al paziente di una elaborata nota informativa, differenziata per patologia ed area di intervento, in tempi utili alla comprensione e alla discussione dei problemi, in secondo luogo è prevista la firma per avvenuta consegna della nota e accettazione di una serie di prestazioni preliminari comuni al ricovero; è infine prevista una firma ulteriore (del paziente, del sanitario e di un testimone) per consenso ai trattamenti specifici del caso con moduli separati. Tutta la modulistica è soggetta a revisione periodica anche modulata su procedure di monitoraggio dell'efficacia della stessa.



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