Paura di volare. Paura che l’aereo precipiti. Paura di stare a terra,
aggiungiamo noi, apparentemente protetti dalle rassicuranti mura di un
aeroporto. La nostra inchiesta internazionale, infatti, ha registrato gravi
lacune nelle misure di sicurezza di questi edifici dalla solidità aleatoria.
La nostra inchiesta su 34 aeroporti europei di 17 paesi - la prima di questo tipo condotta da associazioni di consumatori - dimostra che una seconda Düsseldorf potrebbe capitare in qualunque momento. Anche peggiore della prima, visto il lassismo imperante in alcuni aeroporti, soprattutto - ma non solo - nell’Europa del Sud.
Quando i nostri esperti hanno contattato i responsabili della sicurezza degli aeroporti coinvolti nell’inchiesta, si sono resi conto che spesso erano ben consapevoli delle carenze relative al loro settore. Alcuni hanno persino tentato di condurre i nostri esperti soltanto nelle zone meglio attrezzate, eludendo le aree più a rischio.
Per ottenere risultati concreti e uniformi, è necessario mettere sulla carta un regolamento internazionale sulla sicurezza che dovrà essere osservato non solo nel progettare gli aeroporti del futuro, ma anche per rendere più sicuri quelli di vecchia data. E una volta stabilite le regole, bisogna verificare sistematicamente che vengano rispettate.
In Italia un piccolo passo in questa direzione è stato già fatto con due decreti legislativi (n. 626/1994 e n. 242/1996) che obbligano una parte del personale aeroportuale a seguire corsi specifici su come far fronte a situazioni di emergenza. Ma la formazione del personale garantisce ben poco in mancanza di un globale piano anticendi.