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Banche e trasparenza: ancora buio pesto

1 novembre 2008
Banche e trasparenza: ancora buio pesto

Le proposte di rinegoziazione dei mutui a tasso variabile sulla base dell'accordo Abi-ministero dell'Economia del giugno scorso che sono arrivate nelle case di più di un milione di italiani sono incomprensibili e a volte persino ridicole. Ci sono errori di calcolo, manca quasi sempre il piano di ammortamento del mutuo e l'Isc (Indicatore sintetico di costo), il vero costo del prestito. Abbiamo denunciato questo comportamento scorretto alla Banca d'Italia e al ministero dell'Economia e delle Finanze: nel mirino Unicredit, Intesa Sanpaolo, Ubi Banca, Monte dei Paschi di Siena, Banca Popolare di Sondrio e Banca Toscana.

Una rinegoziazione che non conviene
La rinegoziazione nei termini previsti dall'accordo Abi-Tremonti non conviene perché a fronte di un momentaneo sollievo per cui la rata mensile diminuisce, la durata del mutuo si allunga di parecchi anni e i costi aumentano di pari passo. Alla fine si pagherà molto di più di quello che si sborserebbe lasciando le cose come stanno.

Modulo Esis: sei banche su dieci non lo consegnano
Abbiamo visitato 168 istituti di credito di otto grandi città italiane indossando i panni di una giovane coppia che deve comprare casa e si sta informando per scegliere il mutuo migliore. Alla richiesta del modulo Esis (il modulo personalizzato con l'indicazione del costo effettivo del mutuo e di tutte le relative condizioni) più del 60% delle agenzie visitate non ha consegnato nulla. L'Esis è l'unico strumento che consente di confrontare le offerte delle banche e di scegliere quella più conveniente perché riporta l'Isc (Indicatore sintetico di costo) e tutte le spese relative. Per non parlare dell'informativa precontrattuale che è rimasta nei cassetti della banca in nove casi su dieci.

Trasparenza per legge
Quattro anni di inchieste, un monitoraggio costante che ha rivelato la mancanza di trasparenza delle banche, ci hanno convinto che è necessaria una legge che imponga la consegna del modulo Esis a chi deve stipulare o cambiare un mutuo. Abbiamo sollecitato anche la Banca d'Italia a farsi portatrice di questa esigenza. Non basta un codice di condotta (il codice europeo entrato in vigore nel 2002) sottoscritto dall'Abi (l'associazione bancaria italiana) e dalle associazioni dei consumatori. Nonostante l'adesione della quasi totalità delle banche, le buone intenzioni sono rimaste tali.



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