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Cambiare banca

1 maggio 2006

Sì, forse siamo un po’ ripetitivi e ancora insistiamo in queste righe sull'idea di cambiare banca se la vostra non vi soddisfa, d’altra parte, molte banche non mollano sul fronte trasparenza e rispetto dei clienti.

Editoriale

Sì, forse siamo un po’ ripetitivi e ancora insistiamo in queste righe sull'idea di cambiare banca se la vostra non vi soddisfa, per avere migliori condizioni e per far giocare quel po’ di concorrenza che sta arrivando e che potrebbe portare vantaggi a tutti, in termini di qualità del servizio e di costi. D’altra parte, molte banche non mollano sul fronte trasparenza e rispetto dei clienti. Per dare un seguito alla cronaca recente, ecco come si sta comportando la Banca Popolare Italiana (Bpi), ex Banca Popolare di Lodi.

Dall’interrogatorio di Giampiero Fiorani, ex presidente Bpi, pubblicato nel dicembre 2005 sui principali quotidiani, risultava fra l’altro la pratica di colmare il passivo di bilancio con i soldi depositati sui conti correnti dei clienti: venivano addebitate spese per operazioni in realtà mai fatte e, a volte, si attingeva ai conti dei defunti. Altroconsumo aveva chiesto alla Bpi, contattando il nuovo amministratore delegato, di restituire in modo volontario, immediato ed esplicito a tutti i correntisti le commissioni che, secondo segnalazioni giunte da voi soci, ammontavano ad anche oltre 30 euro per conto (la cifra indicata da dichiarazioni dei dirigenti della banca). A gennaio, la Bpi ha inviato una lettera ai correntisti informandoli del riaccredito automatico sul conto di due tipi di spesa addebitata dal dicembre 2004, vale a dire le spese amministrative e la commissione di urgenza. Nella lettera si fa riferimento anche a un accordo con Altroconsumo che, vi diciamo subito, non c’è mai stato. In effetti, in un primo momento abbiamo accettato di incontrare i dirigenti di Bpi: volevamo fare chiarezza e farvi restituire quanto indebitamente tolto. Per comunicare l’iniziativa a tutti si era pensato alla pubblicazione di avvisi a pagamento sui principali quotidiani e a comunicati stampa. La banca, invece, contravvenendo agli accordi, ha deciso di inviare una lettera a tutti i correntisti usando il nostro nome e annunciando un riaccredito automatico delle due tipologie di spesa. Ma il riaccredito non è stato affatto automatico. Dopo numerosi solleciti, la banca ci ha informati che ogni posizione è stata valutata singolarmente. Per di più, a dicembre 2004, Bpi aveva inserito nei suoi contratti nuove spese “anomale”, come risulta dalla Gazzetta Ufficiale: recupero spese postelegrafoniche (50 euro al mese), commissione straordinaria impieghi e finanziamenti (minimo 200 euro), recupero spese amministrative (50 euro mensili), recupero spese amministrative comparto titoli (50 euro mensili), commissioni di urgenza (sino a 300 euro a pratica), applicate, come dichiarato dagli stessi dirigenti, in modo indiscriminato. Se pure la banca avesse riaccreditato 30 euro a tutti i suoi clienti, cosa che non ha fatto, avrebbe comunque rimborsato solo una parte delle spese illecite. Ora la Bpi chiede, a noi e ad altre organizzazioni di consumatori di sedersi a un tavolo, per redigere un contratto di conto corrente “pulito” da clausole vessatorie e un decalogo di correttezza. Bene, lo faccia e presto. Voi intanto valutate se vi conviene rimanere loro clienti. Vi offriamo un servizio che vi permette di trovare, confrontando oltre 200 conti correnti, quello più conveniente per voi. È gratis per i soci: telefonate allo 02/6961580 o fate da soli i conti con il nostro servizio interattivo .



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