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Salva-banche: arrivano i rimborsi

26 settembre 2016
Salva-banche: arrivano i rimborsi

Per gli obbligazionisti subordinati che avevano salvato con i propri risparmi Banca Marche, Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio, Cassa di risparmio di Ferrara e Cassa di risparmio di Chieti adesso è arrivato il momento dei rimborsi. Ecco cosa bisogna fare per ottenerli.

Come ottenere i rimborsi previsti

Con l'ultimo decreto legge firmato lo scorso 3 maggio, è arrivato il momento per gli obbligazionisti subordinati delle quattro "Good bank", obbligati a salvare con i propri risparmi gli istituti, di riavere indietro quanto previsto. Le misure intraprese da Governo e Banca d'Italia per salvare Banca MarcheBanca Popolare dell'Etruria e del LazioCassa di risparmio di FerraraCassa di risparmio di Chieti, infatti, avevano fatto sì che azionisti e obbligazionisti “subordinati” coprissero in prima persona i buchi degli istituti, perdendo tutto.

Rimborso forfetario non per tutti

Il decreto prevede un rimborso forfetario dell’80% per chi possiede obbligazioni subordinate e rispetti i seguenti criteri:

  • acquisto entro il 12 giugno 2014 e possesso dei titoli al momento della risoluzione delle 4 banche
  • patrimonio mobiliare al 31 dicembre 2015 inferiore ai 100.000 euro OPPURE reddito Irpef nell’anno 2014 inferiore ai 35.000 euro

Come si vede si tratta di condizioni molto stringenti che tagliano fuori gli azionisti e chi ha obbligazioni subordinate ma non rispetta le condizioni richieste. Per loro una possibilità potrebbe essere l’Arbitro finanziario che però non è ancora in funzione per mancanza di un decreto attuativo. Peraltro ricordatevi che uno strumento preclude l’altro. 

A questo link si trova la domanda da presentare al Fondo interbancario di tutela dei depositi per la richiesta di rimborso. http://www.fitd.it/Home/FDS_normativa 
L’invio potrà avvenire on line dal sito web dedicato oppure via raccomandata a/r  con la seguente dicitura:

- C/A: Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi – Gestione Fondo di solidarietà

- oggetto: Istanza di indennizzo forfettario

- indirizzo: Via del Plebiscito 102, Roma, 00186

La documentazione da allegare 

La richiesta deve essere presentata entro il 3 gennaio 2017 e bisogna allegare questa documentazione (per dirla tutta davvero molto copiosa ed in alcuni casi inutile):

  1. il contratto di acquisto degli strumenti finanziari subordinati;
  2. i moduli di sottoscrizione o d’ordine di acquisto;
  3. l’attestazione degli ordini eseguiti;
  4. una dichiarazione sulla consistenza del patrimonio mobiliare, calcolato ai sensi dell’art. 9, comma 2, ovvero sull’ammontare del reddito di cui al comma 1, lettera b) dello stesso articolo, con le modalità previste dall’art. 9, comma 8, lettera e) comprendente espressa dichiarazione di consapevolezza che chiunque rilasci dichiarazioni mendaci è punito ai sensi del codice penale e delle leggi speciali in materia, ai sensi e per gli effetti dell’art. 46 D.P.R. n.445/2000.
  5. copia di un documento di identità in corso di validità;
  6. copia della procura conferita, nel caso in cui l’istanza sia presentata al FITD tramite Studi legali o Associazioni di Consumatori.

E’ stata predisposta una casella email fondo.solidarieta@fitd.it cui si possono inviare domande e dubbi sull’applicazione delle norme o sulla procedura del rimborso.

Per saperne di più

Banca Marche, Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio, Cassa di risparmio di Ferrara e Cassa di risparmio di Chieti sono tra le prime banche salvate grazie al cosiddetto "bailin". Ma di cosa si tratta esattamente? Ne parliamo più nel dettaglio della sezione dedicata.



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