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Banche venete: arriva l'offerta per gli azionisti. Accettarla o no?

11 gennaio 2017
Banche venete: arriva l'offerta per gli azionisti. Accettarla o no?

9 euro per azione per Banca Popolare di Vicenza e fino a 6,1 euro per Veneto Banca. Questi i risarcimenti offerti dalle due banche venete agli azionisti che abbiano acquistato azioni negli ultimi 10 anni. Una perdita secca dell'85% per chiuderla qui. Ma recuperare di più percorrendo altre strade non è una certezza. Se non sai cosa fare chiedi la nostra consulenza.

Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza tentano di chiudere la questione qui: hanno infatti deciso di fare un'offerta a tutti gli azionisti che in questi 10 anni hanno visto ridursi al minimo il valore delle loro azioni. Banca Popolare di Vicenza offre 9 euro per azione (si tratta del 14,4% del prezzo massimo di 62,3 euro a cui erano state piazzate le azioni); Veneto Banca non offre, invece, una cifra fissa ma il 15% della perdita (per chi ha comprato al prezzo massimo di 40,75 euro, ovvero 6,1 euro per azione). L’offerta è rivolta agli azionisti al dettaglio che abbiano comprato le azioni dal 1° gennaio 2007 al 31 dicembre 2016 e che le abbiano ancora in portafoglio. Se accetti l’offerta, le azioni restano comunque di tua proprietà. In cambio della cifra che ricevi, devi però rinunciare a qualsiasi altra richiesta di risarcimento nei confronti della società e dei soggetti che le gravitano intorno (am-ministratori, sindaci, revisori, dipendenti…). Ricordati infine che le adesioni possono essere comunicate fino al 15 marzo.

Questa offerta non è certo un regalo, ma piuttosto un tentativo di chiudere la bocca a molti azionisti danneggiati risolvendo così, tutto sommato a buon mercato, un problema che può essere molto più grave: non a caso, le banche hanno subordinato la validità dell’offerta al fatto che almeno l’80% degli aventi diritto la accetti. Agli investitori viene prospettato un pesante sacrificio come unico mezzo per far “ripartire” la società. Ma c'è anche un'altro ricatto morale, quello di proporre conti deposito e mutui a condizioni agevolate solo a chi accetta l’offerta.

Che fare quindi? La scelta è tra accettare una perdita secca dell’85% e metterci definitivamente una pietra sopra, oppure proseguire con altre vie (per esempio ricorrendo all’Arbitro per le controversie finanziarie istituito dalla Consob), con la possibilità di ottenere un risarcimento più alto se le azioni ti sono state piazzate in maniera scorretta. Se già in passato ci hai segnalato il tuo caso compilando il form qui sotto, nei prossimi giorni ti ricontatteremo per valutare la tua situazione e darti la possibilità di decidere al meglio. E se non ci avevi ancora contattato? Sei ancora in tempo: dillo ad Altroconsumo. 

 

Hai azioni di Banca popolare di Vicenza e di Veneto Banca che ti hanno venduto senza informarti sui rischi?

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Di quale Banca sei attualmente possessore di azioni? Banca Popolare di Vicenza
Veneto Banca
Quando hai comprato le azioni?
Quanto complessivamente hai investito in azioni della banca?
Perché hai fatto questo investimento?
Al momento dell’acquisto, la tua banca ti ha correttamente informato dell’elevato grado di rischio dell’investimento e delle limitazioni connesse alla liquidità dello stesso?
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Al momento dell’acquisto, la tua banca ti ha fatto compilare ex novo il questionario Mifid per modificare il tuo profilo di rischio?
No
Non ricordo
 
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Sei stato informato correttamente dalla banca?

La banca ti ha consegnato una documentazione in cui era chiaro il rischio che stavi correndo? Prima di farti acquistare le azioni ti ha fatto firmare un nuovo questionario Mifid (quello che misura le tue competenze di investitore e il rischio che sei disposto ad accettare)? Secondo la legge, infatti, si tratta di un'operazione lecita solo se la banca ti ha informato correttamente dei rischi. Su questo punto, però, abbiamo forti perplessità: le perdite sono legate ai test della Banca centrale europea, che erano noti già dallo scorso ottobre. Perché le due banche non hanno informato gli azionisti?

Antitrust multa Banca Popolare di Vicenza e apre istruttoria su Veneto Banca: merito delle segnalazioni

Grazie alle segnalazioni che abbiamo inoltrato ad Antitrust, l’Autorità ha multato la Banca Popolare di Vicenza con una sanzione di 4,5 milioni di euro.

Tra il gennaio 2013 e l'aprile 2015, chi si recava presso questo istituto di credito per ottenere dei finanziamenti era costretto ad acquistare azioni della banca. Ma non è tutto: era anche obbligatorio aprire un conto corrente e mantenerlo fino alla scadenza del finanziamento, pratica scorretta secondo il Codice del Consumo (art. 21 comma 3 bis del Codice del Consumo). Per i mutui in particolare, ai nuovi clienti veniva offerto un “mutuo soci” con uno spread più basso rispetto a quello standard: anche in questo caso però, per avere accesso alle condizioni di favore, i clienti dovevano acquistare almeno 100 azioni della banca (all’epoca il valore del titolo era di 62,5 euro, dunque il capitale necessario era di 6.250 euro). Se poi si decideva di rivenderle prima della scadenza del mutuo, allora le condizioni del finanziamento cambiavano, diventando più costose.

Per lo stesso motivo a novembre di quest’anno Antitrust ha avviato un’istruttoria per pratica scorretta nei confronti di Veneto Banca. Anche in questo caso la banca condizionava la concessione di finanziamenti (mutui, prestiti, aperture di credito) all’acquisto delle sue azioni. Nel caso del Mutuo soci erano previste condizioni agevolate se si acquistava un certo numero di azioni della banca con l’obbligo di mantenerli e non venderli per non perdere le condizioni agevolate. Ci sono presupposti perché si arrivi anche in questo caso ad una sanzione nei confronti della banca. 

Queste pratiche scorrette hanno condizionato i clienti nelle scelte d'investimento e ora cominciano ad arrivare le prime risposte da parte delle autorità competenti: chi ha aperto un conto corrente con Banca Popolare di Vicenza per usufruire delle agevolazioni sul finanziamento, può chiuderlo senza ripercussioni sul mutuo, dato che l’Autorità di controllo ha accertato l'esistenza di una pratica scorretta. Per la vendita illecita dei titoli ai consumatori (e il mancato rispetto della normativa Mifid), siamo in attesa delle decisioni della Consob. 

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