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Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca: quelle azioni di cui non ti liberi

15 settembre 2016
Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca: quelle azioni di cui non ti liberi

Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza nel corso di quest’anno hanno azzerato il valore delle loro azioni. Si tratta di titoli di cui non ci si può liberare: se anche tu sei caduto in questa trappola mandaci la tua segnalazione. Grazie anche al vostro aiuto l’Antitrust ha multato Popolare di Vicenza con una sanzione di 4,5 milioni di euro.

Veneto Banca non trova sottoscrittori “di peso” ed è costretta ad azzerare, o quasi, il valore delle azioni. Una quotazione che ricorda, fin troppo da vicino, il prezzo fissato per Banca Popolare di Vicenza, che come è ormai noto ha fallito il tentativo di quotazione ed è stata “salvata” dal fondo Atlante. Non sarà affatto facile quindi convincere gli investitori a mettere nuovi capitali nella banca, che si allontana così da Piazza Affari: più probabilmente sarà ancora una volta il fondo Atlante a mettere una pezza. 

Secondo un comunicato dello stesso istituto di credito, Veneto Banca si dice comunque disponibile ad andare in conciliazione con tutti i suoi clienti, possessori di azioni (della banca stessa) di fatto ormai talmente svalutate da diventare invendibili. La nostra opinione è che si tratta soltanto di un piccolissimo passo, che ci auguriamo non sia solo un’arma a disposizione della banca per chiudere la vicenda a poco prezzo, ma che le condizioni della conciliazione siano eque e garantiscano un giusto risarcimento ai risparmiatori coinvolti. Attendiamo che anche l'altra banca coinvolta in questa storia (Banca Popolare di Vicenza) scelga anch'essa la strada della conciliazione. Sulle due banche, infatti, pesa il sospetto che abbiano venduto queste azioni senza informare i consumatori dei possibili rischi, abbassandone poi il valore dell'80-90% rispetto solo a pochi mesi prima e rendendo di fatto nulla la possibilità di rivederle.

A dicembre 2015, infatti, Veneto Banca aveva fissato il prezzo di recesso delle azioni a 7,30 euro, obbligando di fatto gli azionisti che avessero voluto liberarsi delle azioni a perdere l'81% del valore di ogni azione (solo ad aprile il valore era a 39,50 euro). Poi è stata la volta di Banca Popolare di Vicenza (i cui vertici sono indagati per aggiotaggio) a fissare il prezzo di recesso: 6,30 euro, il 90% in meno rispetto ai 62,5 euro a cui le azioni erano state collocate fino a meno di un anno fa. Per queste ragioni, grazie alle segnalazioni ricevute, abbiamo diffidato Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca per aver violato i diritti e gli interessi dei consumatori, stabiliti sia dal Codice del consumo sia dalla normativa dei settori bancario e finanziario.

Hai azioni di Banca popolare di Vicenza e di Veneto Banca che ti hanno venduto senza informarti sui rischi?

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Al momento dell’acquisto, la tua banca ti ha correttamente informato dell’elevato grado di rischio dell’investimento e delle limitazioni connesse alla liquidità dello stesso?
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Al momento dell’acquisto, la tua banca ti ha fatto compilare ex novo il questionario Mifid per modificare il tuo profilo di rischio?
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Sei stato informato correttamente dalla banca?

La banca ti ha consegnato una documentazione in cui era chiaro il rischio che stavi correndo? Prima di farti acquistare le azioni ti ha fatto firmare un nuovo questionario Mifid (quello che misura le tue competenze di investitore e il rischio che sei disposto ad accettare)? Secondo la legge, infatti, si tratta di un'operazione lecita solo se la banca ti ha informato correttamente dei rischi. Su questo punto, però, abbiamo forti perplessità: le perdite sono legate ai test della Banca centrale europea, che erano noti già dallo scorso ottobre. Perché le due banche non hanno informato gli azionisti? Se anche tu sei caduto in questa trappola mandaci la tua segnalazione: potrai avere una consulenza telefonica gratuita e personalizzata con i nostri avvocati. E in ogni caso, da oggi in poi, non firmare più niente.

Antitrust multa Banca Popolare di Vicenza: merito delle segnalazioni

Grazie alle segnalazioni che abbiamo inoltrato ad Antitrust, l’Autorità ha multato la Banca Popolare di Vicenza con una sanzione di 4,5 milioni di euro.

Tra il gennaio 2013 e l'aprile 2015, chi si recava presso questo istituto di credito per ottenere dei finanziamenti era costretto ad acquistare azioni della banca. Ma non è tutto: era anche obbligatorio aprire un conto corrente e mantenerlo fino alla scadenza del finanziamento, pratica scorretta secondo il Codice del Consumo (art. 21 comma 3 bis del Codice del Consumo). Per i mutui in particolare, ai nuovi clienti veniva offerto un “mutuo soci” con uno spread più basso rispetto a quello standard: anche in questo caso però, per avere accesso alle condizioni di favore, i clienti dovevano acquistare almeno 100 azioni della banca (all’epoca il valore del titolo era di 62,5 euro, dunque il capitale necessario era di 6.250 euro). Se poi si decideva di rivenderle prima della scadenza del mutuo, allora le condizioni del finanziamento cambiavano, diventando più costose. Queste pratiche scorrette hanno condizionato i clienti nelle scelte d'investimento e ora cominciano ad arrivare le prime risposte da parte delle autorità competenti: chi ha aperto un conto corrente per usufruire delle agevolazioni sul finanziamento, può chiuderlo senza ripercussioni sul mutuo, dato che l’Autorità di controllo ha accertato l'esistenza di una pratica scorretta. Per la vendita illecita dei titoli ai consumatori (e il mancato rispetto della normativa Mifid), siamo in attesa delle decisioni della Consob. 

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