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Soldi
Conti deposito più cari per i piccoli risparmiatori
Il nuovo bollo previsto dal decreto Salva Italia rende meno convenienti i conti deposito (prima, di fatto, esenti) costringendo i risparmiatori a scegliere prodotti meno redditizi. Lo sottolinea l’Antitrust che invita le istituzioni a rivedere il prelievo fiscale su questi prodotti.
Con il decreto SalvaItalia, il governo ha cambiato la tassazione di conti correnti e prodotti finanziari a svantaggio dei piccoli risparmiatori, che vedono venire meno la convenienza dei conti di deposito, dove mettono al riparo la loro liquidità e ottengono anche una minima remunerazione. Condividiamo il monito dell’Antitrust, che ha sottolineato come la nuova tassazione renda meno convenienti i conti deposito costringendo i risparmiatori a scegliere prodotti meno redditizi. L’Authority ha invitato le istituzioni a eliminare le differenze di prelievo fiscale tra conti correnti e conti deposito.
Facciamo i conti
Al momento, per i conti correnti l’imposta annua è pari a 34,20 euro, che non si paga per giacenze annue medie pari o inferiori a 5mila euro oppure se il conto è in rosso. Sui conti deposito, invece, l’imposta è pari, per il 2012, allo 0,1% (con imposta massima di 1.200 euro) e dal 2013 arriva allo 0,15% del valore depositato al 31 dicembre di ciascun anno. Il che significa che dall’anno prossimo se mettiamo su un conto deposito 20 mila euro, dovremmo pagare 30 euro all’anno di imposta.
Attenzione, però, la legge prevede una sorta di franchigia, per cui comunque l’importo minimo annuo da pagare è di 34,20 euro.