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Aiuti veri alle famiglie

1 novembre 2005

Editoriale

Gli interventi previsti dalla legge Finanziaria 2006 nel cosiddetto fondo "famiglia e solidarietà", che oltretutto si è ridimensionato nel corso della discussione, sono del tutto insufficienti. Poco più di un miliardo di euro (1.140 milioni, questa è la cifra nel momento in cui scriviamo, i primi di ottobre) non basterà a ridare fiducia alle tantissime famiglie provate dalla difficile situazione economica. Mancano misure che possano incidere strutturalmente sui magri bilanci familiari. Inoltre, a svantaggio delle famiglie, le più disagiate in particolare, vanno anche i tagli del 6% agli enti locali, che per garantire lo stesso livello dei servizi (dai trasporti, all'assistenza sanitaria, agli asili nido...) dovranno aumentare le tasse locali. Altrimenti saranno costretti a ridimensionarli, costringendo i cittadini a pagarseli di tasca propria. Eppure non è difficile capire di cosa le famiglie hanno veramente bisogno. Abbiamo inviato ai rappresentanti di Governo e Parlamento una lista di proposte per la Finanziaria, definendo quelle per noi prioritarie.

- Riduzione delle imposte sui carburanti. Per arginare l'effetto dell'aumento continuo del costo del greggio, che si riversa su quello al dettaglio dei carburanti, occorre rivedere il meccanismo di tassazione, riducendo l'accisa e l'Iva.

- Detraibilità dei costi di trasporto pubblico. Per promuovere l'utilizzo dei mezzi di trasporto pubblico anche al fine di ridurre l'inquinamento, occorre rendere almeno in parte detraibili i costi sostenuti dai cittadini per biglietti e abbonamenti a treni, bus e metropolitane.

- Detraibilità dei libri scolastici. Per combattere il caro libri, ampiamente documentato dalle nostre inchieste, chiediamo di prevedere la detraibilità delle spese per i libri di testo per le scuole medie e superiori.

- Detraibilità dei canoni di locazione per l'abitazione principale. È necessario equiparare il versamento delle rate del canone di locazione a quelle del mutuo, rendendole così detraibili. Ciò permetterebbe un recupero della spesa anche per chi è in affitto e incentiverebbe l'emersione degli affitti non registrati.

- Istituzione dell'imposta negativa. Occorre introdurre la possibilità di usufruire di tutte le agevolazioni cui si ha diritto, anche se di importo superiore all'imposta dovuta, situazione frequente per i redditi più bassi. L'importo negativo che risulta dalla dichiarazione dei redditi potrebbe essere restituito o compensato con altre imposte.

Accanto a queste, suggeriamo altre importanti misure, che permetterebbero di alleggerire costi inderogabili delle famiglie: detraibilità per il latte artificiale per neonati; abbassamento al 10% dell'Iva sul gas metano, qualunque uso se ne faccia; detraibilità delle fatture di alcuni professionisti (con funzione anche anti-evasione); incentivi alla rottamazione degli elettrodomestici (per rilanciare i consumi e a sostegno di una politica del risparmio energetico e della sostenibilità ambientale) e, nella stessa ottica, incentivi all'acquisto di automobili che utilizzano carburanti meno inquinanti; esenzione dal pagamento del canone Rai per chi percepisce la pensione minima.



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