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Finanziaria, occasione mancata

6 novembre 2006

Ci aspettavamo di più e di meglio. Ci siamo illusi che le liberalizzazioni, lanciate con l’urgenza dei decreti la scorsa estate, portassero lo stesso spirito riformatore anche nella legge finanziaria. Così non è stato.

Ci aspettavamo di più e di meglio. Ci siamo illusi che le liberalizzazioni, lanciate con l’urgenza dei decreti la scorsa estate, portassero lo stesso spirito riformatore anche nella legge finanziaria. Così non è stato. Come è stata presentata e consegnata alla discussione parlamentare, la finanziaria scatena i malumori non solo del “bastonato” ceto medio, ma anche delle famiglie (sotto i 30 mila euro di reddito), che qualche vantaggio sembrano ottenerlo. Il Governo infatti ha solo in minima parte provveduto a cambiamenti strutturali, senza affrontare i nodi cruciali di spesa pubblica e previdenza, dimostrando di non essere capace di trovare risorse attraverso risparmi e tagli ai costi inutili e combattendo l’evasione. La logica rimane sempre la stessa: cercare entrate, in questa occasione anche con il nobile intento di ridistribuire il reddito, attingendo sempre tra i soliti noti, per lo più con reddito da lavoro dipendente, che le tasse le hanno sempre pagate, e senza distinguere tra redditi individuali e familiari. Insufficienti anche le misure per scovare il sommerso - che significa lotta al lavoro nero e recupero di tasse e contributi dovuti e mai pagati - come poteva essere la semplice possibilità di detrarre le fatture di artigiani e professionisti. Per fortuna si è fatto un passo indietro sui tagli agli enti locali, ma rimane urgente introdurre elementi di produttività ed efficienza nella pubblica amministrazione. 
Ci sono, è vero, misure a favore dei consumatori che apprezziamo, come quelle che incentivano il risparmio energetico (detrazione per l’acquisto di elettrodomestici ad alta efficienza e incentivi per l’isolamento termico e i pannelli solari), l’esenzione dal bollo per le auto meno inquinanti, la proroga delle agevolazioni per le ristrutturazioni edilizie, misura utile anche al fisco perché riduce l’evasione nel settore, e altre ancora nel campo della salute, su cui avremo modo di tornare quando saranno definitive. Ma sono solo un contorno a cui manca il vero piatto forte.
C’è ancora tempo per le correzioni: proponiamo l’aumento delle detrazioni per i familiari per redditi superiori a 40 mila euro (i più penalizzati) o di rivedere il trasferimento forzoso del Tfr. E c’è ancora tempo per includere nella finanziaria o, meglio, in un decreto collegato, un pacchetto di riforme che, nel solco dell’avviata liberalizzazione, riporti il cittadino al centro dell’agenda politica ed economica. Così si potranno controbilanciare le misure adottate per riallineare i conti pubblici entro i vincoli europei con interventi di modernizzazione del Paese.



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