Il mondo Altroconsumo:
Articoli riviste

Inchiesta sulla tassa rifiuti

1 maggio 2008
Inchiesta sulla tassa rifiuti

Per quanto riguarda la tassa rifiuti nel nostro Paese ogni Comune si comporta più o meno a modo suo.
La gestione della raccolta dei rifiuti è infatti ormai completamente comunale, anche se regolata da una legge dello Stato: la legge Ronchi del 1997, che puntava a incoraggiare la raccolta differenziata.

La legge Ronchi non è applicata
La legge Ronchi sui rifiuti prevede costi diversi tra utenze domestiche e non domestiche. La tariffa è costituita da una parte fissa (per esempio in base alle dimensioni della casa o al numero di componenti della famiglia) e da una variabile, che cambia a seconda della quantità di rifiuti prodotti e dalla capacità di fare raccolta differenziata. Dato che, soprattutto nelle grandi città, non è possibile stabilire esattamente la quantità di spazzatura prodotta da ogni famiglia, si applicano in questi casi tabelle predefinite, basate su medie cittadine.

In realtà la completa applicazione della Legge Ronchi è ancora ben lontana dall'essere attuata. In molti Comuni il cittadino paga ancora una vera e propria tassa sui rifiuti, insomma paga genericamente il servizio di smaltimento, anziché versare una tariffa proporzionale alla quantità e al tipo di spazzatura prodotta: la Tia (Tariffa di igiene ambientale), che è la vera novità della normativa del 1997 e che dovrebbe incoraggiare la raccolta differenziata.

Un confronto tra città
Abbiamo messo a confronto alcune grandi città (Milano, Roma, Torino, Firenze, Napoli e Bari), paragonandone i sistemi a quelli di un Comune virtuoso: San Biagio di Callalta (Treviso) il migliore del 2007 nella classifica del ministero dell'Ambiente e di Legambiente. In generale, si può dire che l'attenzione a modulare i costi a seconda dei comportamenti dei cittadini è scarsa: con qualche eccezione, per esempio una riduzione per chi fa il compostaggio a Roma e a Firenze.

Ci sono ancora troppe disparità
La cronaca recente ha dimostrato quanto sia importante, per non dire drammatico, il problema dello smaltimento dei rifiuti urbani. La raccolta differenziata è stata invocata da ogni parte come unica soluzione per un problema che in alcune zone d'Italia è diventato devastante.

È chiaro che il passaggio dalla tassa alla tariffa previsto dalla legge Ronchi sarebbe dovuto servire a responsabilizzare i cittadini, permettendo di pagare meno a coloro che si impegnano a differenziare la raccolta, a riutilizzare il proprio organico con il compost o a diminuire la quantità di spazzatura prodotta. Eppure sono passati ben undici anni dall'entrata in vigore della legge e solo poche città hanno abbandonato la tassa per applicare la tariffa sui rifiuti, che consentirebbe di dare impulso alla raccolta separata, passo obbligato per uno smaltimento efficiente.

Il nostro giro d'Italia dimostra che esistono ancora troppe differenze di calcolo dei prezzi, troppe disparità su quali categorie possono godere di riduzioni ed esenzioni, soprattutto che la raccolta differenziata è troppo spesso lasciata solo alla buona volontà dei singoli, senza peraltro che i comportamenti virtuosi siano premiati.



OK Questo sito usa i cookies solo per facilitarne il suo utilizzo aiutandoci a capire un po' meglio come lo utilizzi, migliorando di conseguenza la qualità della navigazione tua e degli altri. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.