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Tasse: la faccenda si complica

1 maggio 2005
Tasse: la faccenda si complica

Nel 2004 oltre 26 milioni di dichiarazioni dei redditi sono state presentate all'Agenzia delle Entrate. E quest'anno si prevede saranno altrettante ...

Editoriale

Nel 2004 oltre 26 milioni di dichiarazioni dei redditi sono state presentate all'Agenzia delle Entrate. E quest'anno si prevede saranno altrettante.

Un universo di persone ogni anno alle prese con calcoli complicati, nuove norme, diverse regole del gioco, interrogativi. Per aiutarvi concretamente, dopo le istruzioni al 730 dello scorso numero di SD, troverete allegata alle riviste di maggio una guida di 48 pagine per la compilazione del modello Unico.

Nel 2000 è stata approvata la legge n. 212, più nota come Statuto del contribuente. È una sorta di codice di buona condotta che dovrebbe impegnare il fisco ad attenersi a regole chiare e trasparenti nel rapporto con i cittadini.

Nella realtà, la sensazione è che sia stia andando verso un'altra direzione, che rischia sia di complicare anche negli anni prossimi la vita del contribuente, sia di confonderci su quanto ciascuno di noi darà ogni anno al fisco. Per esempio, con la trasformazione degli oneri familiari da detrazioni in deduzioni, è diventato difficile per le famiglie decidere a quale coniuge sia più conveniente attribuire i figli a carico. Così come costituisce una complicazione dover scegliere, in sede di conguaglio fiscale 2005, tra tre metodi diversi di tassazione (oltre alle nuove, le vecchie norme fiscali in vigore al 31/12/2002 o al 31/12/2003). Questo perché la Finanziaria 2003 ha cambiato gli scaglioni e le relative aliquote Irpef e introdotto la no-tax area.

Per non penalizzare nessuno, è stata introdotta una clausola di salvaguardia, che permette ai contribuenti che potrebbero trovarsi a pagare più di prima la possibilità di calcolare le imposte con le aliquote del vecchio regime. Il problema è che questa clausola è stata pensata per essere applicata solo in sede di dichiarazione dei redditi.

E negli altri casi? Facciamo l'esempio del Tfr: in questo caso la tassazione è aumentata, soprattutto sui redditi più bassi, non lasciando al contribuente alcuna possibilità di scelta.

Non vogliamo in questa sede fare le pulci alla riforma fiscale, ma è un fatto che, per sopperire agli effetti legati alla minima, almeno per le tasche dei più, riduzione dell'Irpef, siano state incrementate le imposte indirette, come il bollo del conto corrente (da 25,82 a 34,20 euro annui) e alcune imposte legate alla compravendita della prima casa (quelle soggette a Iva, da 387,33 a 504 euro).

A proposito di immobili, di complicazioni e di espedienti per raccogliere più denaro si sono creati, per uno stesso immobile, valori catastali diversi, secondo il tipo di imposta che si deve calcolare e versare: per l'imposta di registro, ad esempio, il valore catastale è diverso da quello per il calcolo dell'Ici.

Nulla si è fatto, invece, per rimediare all'annoso problema dei rimborsi Irpef: si attendono crediti d'imposta per 16 miliardi di euro, alcuni anteriori al 1997.

I cittadini si lamentano sia per la mancanza di informazioni sui termini di rimborso sia per il fatto che non vengano fornite giustificazioni per la mancata erogazione di questi crediti.


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