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Davvero tutelati?

1 marzo 2006
Davvero tutelati?

Solo il precipitare degli eventi - quelli legati agli scandali delle scalate ad Antoveneta e Bnl e culminati nelle dimissioni del governatore di Bankitalia - ha accelerato l'approvazione della legge sul risparmio  che, due lunghissimi anni dopo gli scandali Cirio, Argentina e Parmalat, sembra invece figlia della fretta.

L'editoriale

Solo il precipitare degli eventi - quelli legati agli scandali delle scalate ad Antoveneta e Bnl e culminati nelle dimissioni del governatore di Bankitalia - ha accelerato l'approvazione della legge sul risparmio  che, due lunghissimi anni dopo gli scandali Cirio, Argentina e Parmalat, sembra invece figlia della fretta. Noi avevamo caldeggiato il varo della riforma in tempi brevi, chiedendo che si muovesse lungo quattro direttrici fondamentali: prevenzione e informazione per i risparmiatori, rigore ed efficacia nell’attività di controllo e vigilanza, sanzioni certe e pesanti per chi viola le regole, rimedi rapidi ed efficaci per i risparmiatori. Come è andata? Ecco le principali novità.
• Trasferimento di alcune competenze (sulle intese e sull’abuso di posizione dominante) da Bankitalia all’Antitrust, mentre per le operazioni di acquisizione e concentrazione di banche sono necessarie sia l’autorizzazione di Bankitalia sia quella dell’Antitrust. Gli effetti, a lungo sospirati, del passaggio all'Antitrust della concorrenza sono stati immediati: apertura di un’inchiesta sui costi dei conti correnti, avvio di iniziative “spontanee” di alcune banche, che hanno già eliminato le spese di chiusura (Unicredit e Monte dei Paschi di Siena), spinte anche dall’imminente arrivo delle ben più competitive banche estere.
• Mandato a termine del Governatore di Bankitalia: può restare in carica 6 anni, rinnovabili una sola volta, e può essere revocato.
• Ampliamento dei poteri della Consob, in coordinamento con le altre Autorità di vigilanza, e introduzione di disposizioni volte a una maggiore trasparenza dei loro provvedimenti (che devono essere motivati).
• In materia societaria, modifiche per prevenire ed eliminare i conflitti d’interesse e garantire una maggiore indipendenza degli organi di revisione e controllo e una maggiore tutela delle minoranze societarie.
• Istituzione di un Fondo di garanzia, gestito dalla Consob, per l’indennizzo dei danni causati dalla violazione, accertata con sentenza passata in giudicato, delle norme sull’intermediazione finanziaria.
I principi enunciati sono condivisibili, ma su molte norme non possiamo esprimere un giudizio, almeno fino a che alla legge non verrà data attuazione pratica (mancano ancora regolamenti e norme attuative). E comunque si poteva fare molto di più. Per esempio, eliminare la distinzione tra falso in bilancio semplice e aggravato, dando un messaggio chiaro ai “furbetti”: i bilanci non si falsificano, mai. Il falso in bilancio colpisce molti interessi da tutelare, tra cui la trasparenza del mercato e la fiducia dei risparmiatori nel sistema economico, e il danno sociale che causa è grave. Sarebbe stato importante che il legislatore, per scoraggiare i malfattori e restituire fiducia nei mercati finanziari, stabilisse sanzioni severe per chi commette il reato, senza limitazioni che appaiono come inspiegabili equilibrismi. Inoltre, è stata sprecata un’altra occasione per l’introduzione nel nostro ordinamento della class action, importante strumento di tutela collettiva, che già avrebbe potuto essere efficacemente utilizzato da chi ha subìto danni negli scandali finanziari degli ultimi anni.


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