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Grecia, c'è ancora molto da chiarire
Nel fine settimana è stato sciolto il nodo dei tassi sugli aiuti ad Atene. Ma ciò nonostante ci sono ancora molti aspetti poco chiari. In calo il giudizio di affidabilità della Grecia. Rendimenti dei bond sempre più interessanti, ma bisogna essere consapevoli dei rischi..
Nel fine settimana è stato sciolto il nodo dei tassi sugli aiuti ad Atene. Ma ciò nonostante ci sono ancora molti aspetti poco chiari. In calo il giudizio di affidabilità della Grecia. Rendimenti dei bond sempre più interessanti, ma bisogna essere consapevoli dei rischi..
Aiuti al 5%
Dopo il vertice di due settimane fa, quando i Paesi europei hanno sostanzialmente raggiunto un accordo sul sostegno alla Grecia, restava ancora da chiarire il tasso da far pagare alla Grecia per questi aiuti. Tra la posizione tedesca che premeva per applicare tassi di mercato (quindi intorno al 7% contro il 4-4,5% pagato da altri grandi “malati” come Portogallo e Irlanda) e la posizione più “morbida” di altri Paesi europei, alla fine ci si è accordati per un 5%. Tutto bene quindi? Non del tutto.
Le ambiguità di Atene
L’Europa sta facendo la sua parte per contribuire al salvataggio della Grecia, ma resta il fatto che questi aiuti partiranno solo quando la Grecia stessa li chiederà. E su questo fronte Atene sta tenendo un atteggiamento perlomeno ambiguo, tanto che durante tutta la scorsa settimana si sono rincorse voci allarmanti sul perché la Grecia sta facendo di tutto per evitare di chiedere gli aiuti.
Forse la Grecia stava solo cercando di “negoziare” condizioni più favorevoli (e in parte ci è riuscita). Ma dietro questo atteggiamento potrebbe esserci anche altro: può trattarsi di un segnale che i conti greci sono più in affanno di quanto appaia, e che la Grecia non è più in grado di sostenere un costo così alto come quello attualmente richiesto dal mercato.
E il Fondo monetario internazionale?
Resta poi l’incognita Fmi: Atene non sembra infatti gradire che con l’Europa entri in campo anche il Fondo monetario internazionale. Non è una questione di costo, anzi i finanziamenti del Fondo avverrebbero a tassi inferiori al 5% europeo. Far intervenire il Fondo significa però aprirgli i propri bilanci, e far saltar fuori gli eventuali scheletri nell’armadio. E qualche avvisaglia su possibili sorprese negative già c’è: l’Eurostat (l’istituto di statistica europeo) sta valutando i conti pubblici greci, e secondo alcuni voci il deficit potrebbe attestarsi al 14% del Pil (la ricchezza prodotta) e non al 12,7% dichiarato da Atene.
Scende il giudizio di affidabilità della Grecia
In questo scenario incerto il differenziale di rendimento tra i bond greci e il bund tedesco era schizzato oltre il 4%, un record mai toccato da quando esiste l’euro. La situazione resta nel complesso poco chiara. Anche dopo l’accordo europeo, Soldi7 conferma la decisione, presa alcuni giorni fa, di abbassare il giudizio sull’affidabilità della Grecia da discreta al livello minimo, cioè sufficiente. E nel fine settimana anche Fitch si è mossa nella stessa direzione, abbassando il suo giudizio da BBB+ a BBB-: un’ulteriore conferma che non tutto è risolto.
Consigli ai risparmiatori
Chi vuole investire in bond greci può ancora farlo (tanto più che il calo dei prezzi ha reso i rendimenti ancora più interessanti) ma solo se conscio di tutti i rischi della situazione attuale. E in ogni caso, vi ribadiamo il consiglio di non superare il 20% del vostro portafoglio complessivo.