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Quelle lire dimenticate: cambio possibile ma solo per pochi

10 febbraio 2016
Quelle lire dimenticate: cambio possibile ma solo per pochi

Hai ancora lire (banconote o monete) che non hai fatto in tempo a cambiare? C'è una novità, ma riguarda solo poche persone. Se non sei tra queste, sappi che è attiva un'apposita mail di Banca d'Italia alla quale segnalare il tuo caso e chiedere informazioni. Nel frattempo abbiamo scritto a Banca d’Italia.

Dimenticate in una scatola, nascoste dalla nonna in un angolo dell'armadio: non capita a pochi di ritrovare un gruzzoletto di lire a distanza di anni. Ma come fare in questo caso? Si possono ancora cambiare? Banca d'Italia ha riaperto la possibilità di convertirle: ma solo a determinate condizioni.

La scadenza anticipata

Le lire si potevano cambiare fino a fine febbraio 2012, ma il Decreto Salva Italia del Governo Monti aveva anticipato la chiusura, senza preavviso, al 6 dicembre 2011, lasciando spiazzati  molti cittadini. La Corte Costituzionale, però, ha sancito che anticipare per legge la scadenza della prescrizione è anticostituzionale e quindi la norma del decreto non è valida. Per questo motivo la Banca d'Italia ha riaperto dal 22 gennaio la conversione delle lire in euro solo per chi è in grado di documentare di aver richiesto di convertire lire tra il 6 dicembre 2011 e il 28 febbraio 2012.

Sei tra questi? Ecco cosa fare

Per farlo devi recarti in una delle Filiali della Banca d’Italia che svolgono il servizio di Tesoreria dello Stato. Porta con te, oltre alle lire da convertire, anche tutta la documentazione della tua richiesta (ovvero quella che hai fatto tra il 6 dicembre 2011 e il 28 febbraio 2012). In particolare sono utili tutte le richieste scritte di conversione (anche semplici email), oppure dichiarazioni relative alla mancata effettuazione del cambio da parte di una Filiale della Banca d’Italia (purché sottoscritte da personale della Banca), con data non successiva al 28 febbraio 2012. Potrebbe essere valida anche una diversa documentazione, purché la stessa abbia "caratteristiche di affidabilità", che saranno valutate caso per caso dalla Banca d’Italia.

E per tutti gli altri?

In realtà tutti dovrebbero avere la possibilità di convertire le loro lire in euro perché in molti casi la richiesta di conversione non è stata fatta proprio perché si era a conoscenza della nuova norma che anticipava la fine del cambio. In pratica ci sono molte persone che non sono andate in Banca d’Italia a chiedere il cambio perché sapevano che non era più possibile. Perché penalizzarle?

Banca d’Italia, infatti, non prende una posizione netta su questo aspetto. Solo temporeggia affermando che il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha informato che sono in corso approfondimenti giuridici e finanziari, per i quali la Banca d’Italia presterà la propria collaborazione. Che tipo di approfondimenti siano in corso non si dice. Per questo abbiamo inviato a Banca d’Italia una richiesta perché sia possibile per tutti la conversione; peraltro in molti si sono recati in Banca d’Italia dopo il 6 dicembre 2011 e non hanno avuto alcuna ricevuta scritta e altri non sono si sono recati sapendo che i termini erano stati modificati dal Salva Italia.

Scrivi una mail a Banca d'Italia

Quello che si è appena aperto, è solo un piccolo spiraglio che per il momento riguarda solo alcuni, ma nel futuro ci potrebbe essere ancora qualche buona notizia. Se non sei tra questi "fortunati" e hai ancora delle lire da convertire, ti consigliamo di scrivere Banca d'Italia all'apposita casella email conversionelireeuro@bancaditalia.it: potrai inviare la tua segnalazione e chiedere chiarimenti.

E se sei socio Altroconsumo, ricordati che il nostro servizio di consulenza giuridica rimane a tua disposizione al numero 02.6961550 per qualsiasi chiarimento.



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