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Anticipi sul Tfr: un acconto sul futuro

1 gennaio 2008

"Scegliere oggi, pensando al domani", recitava la campagna sulla pensione integrativa. Con la riforma previdenziale il contribuente però può anche pensare all'oggi, chiedendo un acconto sulla propria liquidazione.

Fondi pensione alla prova dei fatti
Acquisto della prima casa, spese mediche impreviste o esigenze personali. Per far fronte a grossi investimenti, non è indispensabile richiedere prestiti e mutui a banche o finanziarie. Per i lavoratori dipendenti del settore privato esiste infatti la possibilità di richiedere al datore di lavoro un anticipo sulla liquidazione. Una strada poco conosciuta e praticata. Con l'entrata in vigore della riforma del "trattamento di fine rapporto", a partire da gennaio scorso, risulta molto conveniente per chi ha optato per un fondo pensione.

Situazione differente per il settore pubblico: la norma sugli anticipi della liquidazione vale in questo caso per gli assunti a tempo determinato a partire dal 30 maggio 2000 e a tempo indeterminato dal gennaio 2001. Gli altri operatori del pubblico impiego ricadono sotto al precedente regime del "trattamento di fine servizio" che non prevede l'anticipo di somme da parte del lavoratore.

L'acquisto o la costruzione in proprio della prima casa è una delle possibili spese a cui provvedere con la richiesta di anticipo, sia che si tratti dell'abitazione del lavoratore, sia della moglie o dei figli. Non ha alcuna rilevanza che la casa da acquistare sia vicina al luogo di lavoro del dipendente, l'importante è che l'immobile sia destinato ad abitazione dove normalmente egli vive. Nella norma si trova infatti la strana definizione di "prima casa di abitazione", priva di significato legale e fiscale, con cui si deve intendere l'abitazione principale, non necessariamente la prima casa.

Nel caso delle spese sanitarie, invece, per avere l'anticipo è necessario che la struttura sanitaria pubblica accerti la necessità e la delicatezza dell'intervento, da un punto di vista sanitario ed economico. Non è rilevante che il trattamento sanitario possa o meno essere praticato anche nelle strutture pubbliche, tanto meno che il lavoratore abbia preventivamente pagato le cure: non è richiesto che si presentino fatture o preventivi, per quanto risulti in ogni caso opportuno fornirli.

La richiesta nel caso dei fondi pensione può essere avanzata in qualsiasi momento. Continua invece a valere l'anzianità di otto anni per il Tfr lasciato in azienda.

Per l'accoglimento della domanda di anticipazione sono necessari alcuni requisiti. Alcuni sono validi sia nel caso in cui si sia aderito ai fondi pensione sia se il Tfr è rimasto in azienda. Per anticipi necessari all'acquisto o ristrutturazione della prima casa di abitazione per sé o per i propri figli, per esempio, il lavoratore deve aver maturato almeno 8 anni di anzianità di servizio presso la stessa azienda. L'importo richiesto, inoltre, non deve superare il 75% di quanto spettante a titolo di trattamento di fine rapporto maturato al momento della domanda se aderisco ai fondi pensione e il 70% per il Tfr rimasto in azienda. Nel caso dei fondi pensione la richiesta può essere ripetuta più volte per "ulteriori esigenze degli aderenti", passati otto anni dalla prima per un importo non superiore al 30% dell'accantonamento. Dal 2000, l'anticipo può essere concesso durante i periodi di congedi parentali e formativi;
Bisogna però fare attenzione: questi requisiti garantiscono l'esito positivo della richiesta solo nel caso in cui il Tfr sia stato versato nei fondi pensione. Se invece è rimasto in azienda il datore di lavoro provvederà ad anticipare l'importo, a meno che il numero dei lavoratori che abbiano inoltrato una domanda analoga superi il 10% dei dipendenti che ne abbiano titolo o, comunque, il 4% del totale dei dipendenti. Occorre ricordare che la contrattazione collettiva interna all'azienda lascia ampio spazio alla possibilità di prevedere condizioni di miglior favore e criteri di priorità per l'accoglimento.


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