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Successione: le imposte da pagare

5 dicembre 2012
Successione: le imposte da pagare

Ereditare un patrimonio comporta procedure e adempi­menti non proprio tra i più sem­plici: l’imposta di successione, che si paga sui beni ricevuti, cambia a seconda del grado di parentela con la persona scomparsa e in base a quanto si eredita. Le mosse giuste da fare.

Come contare i gradi di parentela

Come contare i gradi di parentela
Sono parenti coloro che hanno un vincolo di sangue. I parenti in linea retta discendono l’una dall’altra (bisnonno, nonno, padre...), mentre quelli in linea collaterale, pur avendo un capostipite comune, non discendono gli uni dagli altri (ad esempio i fratelli e i cugini).

Parenti in linea retta
Per i parenti in linea retta si calcolano tanti gradi quante sono le generazioni, escludendo il capostipite. Nonno e nipote sono, ad esempio, parenti di secondo grado: le generazioni sono tre (nonno, padre, figlio), ma escludendo il capostipite (il nonno) si arriva a due, che è il grado di parentela.

Parenti collaterali
Per i parenti collaterali le generazioni si contano salendo da uno dei due soggetti al capostipite (che si esclude dal conteggio)e discendendo da questo fino all’altro soggetto con cui vogliamo stabilire la parentela. Per esempio, tra figli, si sale di due generazioni (figlio e padre) fino al capostipite comune (il padre), poi si scende di una generazione fino all’altro figlio e dal totale di tre gradi se ne toglie uno: i fratelli sono infatti parenti di secondo grado.

Affini
Gli affini sono il coniuge e i parenti dell’altro coniuge (cognati, suocero, nuora). Per l’affinità, il grado corrisponde a quello del coniuge.

Quanto e quando pagare

Non sempre gli eredi dovranno versare l’imposta di successione. In base al valore dell’eredità e al grado di parentela, esistono franchigie e ali­quote differenti.

La franchigia
La franchigia stabilisce la soglia di eredità al di sotto della quale non si deve nulla allo Stato: l’imposta, infatti, verrà a applicata solo alla parte che supera questa cifra. Per i parenti molto stretti, in linea retta o il co­niuge, l’imposta non viene applicata fino a una quota pari a un milione di euro, una cifra molto alta, proprio per tutelare le persone più vicine al defunto. Anche nei confronti dei portatori di handicap gravi è prevista una grossa agevolazione: a prescindere dal grado di parentela (che serve solo a determi­nare l’aliquota), la franchigia è di un milione e mezzo di euro.

L’aliquota
L’aliquota definisce l’am­montare dell’imposta: è la percentuale da pagare su quanto va oltre la franchigia e che dipende dal grado di parentela. Si va dal 4% all’8%. Per cui, facendo un esempio: se un fratello eredita 150 mila euro, dovrà pagare un’imposta del 6% ma solo su 50 mila euro, ovvero la parte di eredità che eccede la sua franchigia.

Le imposte se si eredita un terreno o una casa
Ereditando anche terreni, case o al­tri fabbricati il patrimonio aumenta, ma aumentano anche i soldi da sborsare: oltre all’imposta di successione bisognerà pagare, infatti, anche un’imposta ipotecaria e una catastale, nonché altri balzelli vari (bollo, tassa ipotecaria e tributi speciali).
Se, grazie all’applicazione delle franchigie, l’imposta di successione (nel cui calcolo ri­entrano comunque anche gli immobili) può essere dovuta o meno, quelle sugli immobili, invece, sono sempre dovute. Anzi, ricordati che bisogna pagarle subito, prima ancora di presentare la dichiarazione di successio­ne: copia della ricevuta del versamento an­drà infatti allegata, insieme a un modulo di “autoliquidazione dell’imposta”, una specie di riassunto di tutte le imposte che avete pa­gato per la successione. Il pagamento dovrà avvenire sempre tramite il modello F23 che, eventualmente, puoi compilare da solo anche se, per non sbagliare, il consiglio è sempre quello di farti aiutare da chi sta seguendo le tue pratiche.

Quanto devi pagare
Le imposte ipotecaria e catastale saranno pari, rispettivamente, al 2% e all’1% del va­lore catastale. Però, se tra gli eredi ce n’è almeno uno che ha i requisiti perché l’immobile ereditato possa essere considerato come prima casa, è possibile pagarle in misura ridotta (168 euro ciascuna): non male, se si pensa che queste imposte, dati gli alti valori degli immobili, possono arrivare a costarci anche migliaia di euro. Tieni a mente che questa agevola­zione può essere sfruttata solamente se sono presenti alcuni requisiti: la casa ereditata non è di lusso (quindi, per esempio, l’abitazione non deve avere piscine o campi da tennis); l’erede non possiede già un immobile ac­quistato con le stesse agevolazioni; l’erede non possiede altri immobili a uso abitativo nel Comune dell’immobile ereditato; l’erede deve impegnarsi a trasferire la pro­pria residenza nel Comune dell’immobile entro 18 mesi. 

Le prime mosse da fare

Il modulo da presentare per stabilire l’im­posta (la dichiarazione di successione) è lungo e articolato, ed esige tanti allegati che dimostrino tutti i possedimenti del defunto. Se ereditate anche proprietà immobiliari, i soldi da versare aumentano. Farsi aiutare da esperti in campo fiscale, come un notaio o un Caf (Centro di assistenza fiscale), è pro­babilmente la scelta migliore per evitare di sbagliare. Ma è comunque importante sape­re quali sono i passi giusti da compiere quan­do ci si trova di fronte al “nodo” successione.

Subito dopo la scomparsa
Scompare una persona e ci ritroviamo a essere beneficiari di una certa quota del suo patrimonio, che sia di diritto (in quanto parenti) o perché così stabilito dal te­stamento (in questo caso si parla di legatari e non di eredi). Che cosa dobbiamo fare?
- Innanzitutto, sappi che ciò che ti vie­ne lasciato potrebbe dover essere tassato (in modo diverso, a seconda dei casi) e che, per calcolare le imposte, bisognerà presentare una dichiarazione di successione.
- Uno degli eredi dovrà prendersi carico di sbrigare le procedure amministrative.
- Fai l’elenco di tutto ciò che era di proprie­tà del defunto (case, terreni, quote di un’a­zienda, azioni e obbligazioni...), ma anche ai suoi debiti (mutui, prestiti, fi nanziamenti...): tutto andrà inserito e documentato nella dichiarazione di successione (trovi il modulo sul sito dell’Agenzia delle entrate: www.agenziaentrate.it
- Rivolgiti al notaio o, se vuoi spendere meno, a un Caf (il costo varia a seconda del tipo di successione, ma anche al Caf, e per la successione meno onerosa, non spenderai meno di 500 euro): ti informeranno su quali documenti allegare, procedendo alla corretta compilazione della dichiarazione.

Presentare la dichiarazione di successione
La dichiarazione di successione dovrà essere presentata con tutta la documentazione (compreso il modello F23 se erediti immobili) all’ufficio dell’Agenzia delle entrate nella circoscrizione in cui aveva residenza la persona scomparsa e entro un anno dalla sua morte. Lo Stato, a questo punto, farà i controlli e i calcoli necessari ed entro tre anni (ma generalmente entro pochi mesi) emetterà un avviso, simile a una cartella esattoriale, con cui ti richiederà il versamento dell’imposta, calcolata sulla base della tua dichiarazione e delle aliquote per grado di parentela. 
L’imposta va versata, entro 60 giorni dal ricevimento dell’avviso, attraverso il modulo F23 che ti arriverà insieme alla lettera. Puoi pagarla presso gli agenti della riscossione (per esempio, Equitalia), in banca o in un ufficio postale: gli importi fino a 10,32 euro non devono essere versati, mentre se l’imposta è piuttosto salata, ricordati che puoi anche richiedere all’ufficio dell’Agenzia delle entrate competente di pagare a rate, fino a un massimo di 5 anni. In questa eventualità, ricordati di farne richiesta entro 60 giorni da quando ricevi la notifica.