Le medicine complementari (agopuntura, omeopatia, fitoterapia…) possono essere utili, purché chi le sceglie segua le giuste precauzioni. In primo luogo: parlarne prima con il proprio medico. Fare di testa propria può comportare rischi seri per la salute.
Le regole dell'Istituto superiore di sanità
Le più conosciute sono l'agopuntura e la medicina tradizionale cinese, l'omeopatia, la fitoterapia, le manipolazioni osteo-articolari e la medicina ayurvedica. Si tratta di medicine e pratiche, nel loro insieme, definite in tanti modi diversi: complementari, non convenzionali, integrative, tradizionali, naturali… L'Istituto superiore di sanità ha stilato una guida per aiutare i pazienti a rivolgersi alle medicine complementari senza correre rischi per la salute.
Le medicine complementari sono efficaci per la salute?
Nella maggior parte dei casi l'efficacia è basata sull'uso e la pratica piuttosto che sugli studi clinici utilizzati nella medicina classica. Possono giocare un ruolo utile nel miglioramento della qualità della vita e del benessere, più che per la cura vera e propria delle malattie.
Le medicine complementari presentano rischi per la salute?
Sono in genere ritenute responsabili di minori effetti collaterali. È sbagliato, però, pensare che i prodotti "naturali" (erboristici, integratori, fitoterapici, omeopatici…) siano sicuri per definizione: tutti possono provocare effetti indesiderati, reazioni allergiche o interagire con altri farmaci. Queste terapie sono rischiose se consigliate o prescritte in modo non appropriato o senza la dovuta competenza.