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Test lampadine

Anni luce

Articolo pubblicato su Altroconsumo 227, giugno 2009

I designer non le amano molto e storcono il naso quando le vedono avvitate alle lampade che hanno fatto la storia dell'arredamento. In effetti dal punto di vista estetico le lampadine a risparmio energetico sono meno apprezzabili: più ingombranti, hanno una sagoma poco elegante, che non sempre calza a pennello in un bel portalampada.

Ma si stanno comunque facendo strada nelle case di 500 milioni di cittadini europei, a scapito delle lampadine tradizionali. Lo ha previsto la Commissione europea, attraverso un piano di incremento dell'efficienza luminosa diviso in sei tappe. Le prime a scomparire saranno le lampadine da 100 watt, a partire da settembre 2009, seguite progressivamente da quelle da 75 e 60 watt, fino a quando, entro il 2016 , tutte le lampadine a incandescenza spariranno dagli scaffali. Qualche grande catena le ha già eliminate, anticipando i tempi di legge. Il tramonto delle storiche lampadine a filamento comporterà un forte risparmio energetico, che farà alleggerire la bolletta.

Purtroppo non ci sono solo vantaggi. Il passaggio alle fluorescenti richiede qualche precauzione sul piano ambientale. Queste contengono infatti metalli pesanti, dannosi e difficili da smaltire. Il problema può essere risolto con un sistema capillare di recupero e riciclo e con una buona informazione ai cittadini. Ma non c'è da fare inutili catastrofismi, come vorrebbero alcune leggende metropolitane in circolazione: le lampadine fluorescenti non presentano pericoli particolari.


Costano di più, ma non ci abbandonano

Nel complesso, dopo anni di attesa, oggi le lampadine fluorescenti hanno raggiunto una buona maturità tecnologica e l'industria dell'illuminazione si sta preparando ad accoglierle.

Resta lo scoglio dei prezzi ancora elevati, ed è questo a scoraggiare i consumatori, soprattutto se si fa un confronto con le vecchie abitudini. Negli scaffali dei negozi le incandescenti sono sempre meno e c'è chi, dati i prezzi davvero irrisori, ha già pensato di farne incetta, prima che scompaiano del tutto. La differenza con le sorelle di nuova generazione in effetti è vistosa: se quelle a incandescenza costano da pochi centesimi fino a un massimo di 2 euro, ci vuole un minimo di 4 euro fino a 20 euro e più per quelle a risparmio energetico.

Non ci sono grandi differenze di costo tra piccolo negozio e grande centro commerciale, mentre ci sono notevoli diversità tra le marche. A parità di wattaggio e di durata una lampadina Ikea (3,99 euro per 15 w) costa meno di una lampadina Osram (9,20 euro), attuale leader di mercato. Ma lo scarto in euro tra un prodotto e l'altro non dipende solo dal potere di vendita dell'azienda. A determinare differenze di prezzo contribuisce anche il tipo di luce scelta: una lampadina che offre una tonalità di colore calda in genere costa di più. E poi entra in gioco l'estetica, perché anche la forma della lampadina incide sul prezzo: un modello più curato, non la solita 3 tubi (non molto bella e anche voluminosa), in genere è più caro. Ma non sempre questo criterio guida la scelta, per esempio se la lampadina è coperta da un paralume opaco. In definitiva, in bolletta il risparmio c'è, come comprovano da tempo i nostri test. Nel giro di qualche mese il costo di acquisto è ampiamente ammortizzato: nel tempo con questa scelta si guadagna sicuramente.

Il nostro test

Le lampadine sono sottoposte a prove di durata, di resistenza, di sicurezza e di sensibilità al freddo.

  • Durata. Il test dura 8 mila ore, ma la durata delle lampadine è valutata anche oltre. Altre prove verificano la resistenza ai cicli di accensione e spegnimento.
  • Resa luminosa. Le lampadine vengono lasciate a 25°C per un'ora dentro un "Globo di Ulbricht", speciale strumento che misura la resa luminosa (foto a fianco).

Come usarle e come smaltirle

Dato che contengono mercurio e altri metalli pesanti, le lampadine fluorescenti devono essere raccolte e trattate in appositi impianti. Quando si esauriscono sono da considerare rifiuti pericolosi. Non devono mai essere gettate in pattumiera o nel cassonetto, come si è fatto finora con quelle a incandescenza, e neanche finire nella raccolta differenziata del vetro. Vanno portate alle piazzole di raccolta comunali. Si può anche provare a chiedere al negoziante se ritira la vecchia lampadina in cambio dell'acquisto di una nuova. Ma per il momento non è una strada certa: gli obblighi dei negozianti non sono ancora stati chiariti dalla legge sui rifiuti elettrici.

Ricordate infine che sono prodotti fragili e vanno maneggiate con cura, evitando di romperle.

Intervista. Ridurre gli sprechi

La nuova direttiva è un vincolo o è uno stimolo creativo per l'industria?
Nella pratica ci si trova sempre a progettare lampade proprio attorno al tipo di lampadina, alle sue caratteristiche e vincoli (ingombro, efficienza, sicurezza eccetera). L'esigenza sempre più pressante di progettare in un'ottica di risparmio energetico sta orientando la ricerca attuale dei progettisti.

Le Cfl sono la soluzione migliore?
Le compatte fluorescenti sono imbattibili per l'utilizzo prolungato, ma inadatte alle accensioni brevi, specie se frequenti. Se dobbiamo accendere la luce in garage, nello sgabuzzino, nelle stanze di passaggio, il continuo accendi-spegni brucia la lampada e non si risparmia tanto. Ma una delle variabili che influenzano i consumi energetici è proprio la durata: più un oggetto dura, più ammortizza i suoi costi complessivi. Nel complesso, ritengo che la soluzione del futuro sia il Led.

Efficienza luminosa non significa sempre qualità estetica.
Non c'è dubbio che le fluorescenti forniscano una luce meno gradevole, ottima per gli ambienti di lavoro o pubblici, dove conta più la quantità che la qualità della luce. Negli spazi domestici o di studio è un'ottima soluzione avere una base di luce diffusa, emessa da fluorescenti, con piccoli punti di luce alogena o a Led solo dove serve, da accendere solo quando serve. Ecco che ancora una volta entra in gioco il problema dei nostri comportamenti, che incidono almeno quanto gli apparecchi. (Marco Colombo è architetto e designer di lampade).

Dai soci. Nulla da temere

Le lampadine a basso consumo sono nocive o è una leggenda metropolitana? (Rosanna Bellé - provincia di Savona).

I pregiudizi sulle lampadine fluorescenti ricordano le dicerie che circolano sulla presunta pericolosità dei forni a microonde. In realtà, non c'è motivo di preoccuparsi: queste lampadine producono lo stesso campo elettromagnetico generato da molti altri apparecchi elettrici di uso quotidiano, e sempre entro limiti considerati del tutto sicuri per l'uomo. Non è neppure vero che interagiscono con altre apparecchiature. Emettono, invece, raggi Uv che secondo alcuni studi, in rari casi e nei soggetti più sensibili o con particolari patologie della pelle, potrebbero provocare irritazione cutanea, se poste a distanza ravvicinata. In generale, l'esposizione a qualunque tipo di fonte luminosa richiede minime precauzioni: una distanza appropriata, un fascio di luce non diretto verso gli occhi. Quanto ai metalli pesanti, l'importante è maneggiarle con cura perché non si rompano: le stesse precauzioni usate con i vecchi termometri, anche se nelle lampadine di mercurio ce n'è molto meno. Negli ultimi anni, poi, le norme sui metalli pesanti sono sempre più restrittive. Così come lo sono sempre più quelle sui raggi Uv, per annullare ogni potenziale rischio.


 

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