Il mondo Altroconsumo:
Articoli riviste

Almeno i bambini ...

1 febbraio 2005
Almeno i bambini ...

Non abbiamo nulla contro la pubblicità in sé.
Abbiamo molto da ridire, invece, quando non rispetta le regole cui è sottoposta e quando propone messaggi non corretti.

Editoriale

Non abbiamo nulla contro la pubblicità in sé: ha una sua funzione commerciale, può consentire di finanziare iniziative utili e interessanti, a volte diverte. Abbiamo molto da ridire, invece, quando non rispetta le regole cui è sottoposta e quando propone messaggi non corretti (vedi la nostra inchiesta).

Nonostante una legge condizionata da un mercato distorto (il duopolio Rai-Mediaset) e molto permissiva - che, tanto per fare un esempio, regala alle tv commerciali un “bonus” per le telepromozioni, che a tutti gli effetti sono pubblicità - abbiamo riscontrato una certa disinvoltura nell’applicarla: frequenti sforamenti dei tetti orari, promozione di alcolici nelle fasce protette, spot che interrompono i cartoni animati. Chi controlla e sanziona queste irregolarità, così facilmente individuabili? Le abbiamo segnalate al Garante per le telecomunicazioni che fino ad oggi non si è dimostrato certo particolarmente attivo.

Una volta si diceva che la pubblicità è l’anima del commercio. Oggi si può dire che quasi tutto si regge sul commercio della pubblicità, come fine più che come mezzo.

Gli introiti dovrebbero servire a finanziare l’informazione e programmi di buona qualità; in realtà i programmi puntano prima di tutto all’audience (che, diciamolo, non sempre coincide con la qualità), in modo da vendere ancora più pubblicità e a prezzi più alti. In teoria, le regole sull’affollamento pubblicitario dovrebbero tutelare lo spettatore, che ha diritto a non vedersi interrompere continuamente i programmi. In realtà, servono al duopolio Rai-Mediaset per spartirsi, con regole più o meno corrette, il ricco mercato pubblicitario televisivo di cui, come ha concluso l’indagine dell’Antitrust, controllano il 94%. Senza contare le risorse che la potente Tv sottrae alla carta stampata, a discapito anche della pluralità dell’informazione.

A spendere molto in pubblicità sono soprattutto le aziende alimentari: in una settimana di monitoraggio, abbiamo registrato ben 382 passaggi di Ferrero e 352 di Barilla, per citare i primi della lista. Il budget pubblicitario delle industrie alimentari nel mondo è stimato intorno ai 40 miliardi di dollari. Evidentemente l’investimento rende. Ma, come dimostrano autorevoli studi scientifici nazionali e internazionali, i bambini che stanno troppo davanti alla Tv rischiano di diventare adulti obesi, bevitori e con il coleresterolo alto, a causa della scarsa attività fisica e della cattiva dieta, condizionata dagli spot. Non ci stupisce: molti dei messaggi alimentari che abbiamo esaminato sono scorretti e si preoccupano poco (o fintamente) della salute dei piccoli.

In generale, per il marketing puntare sui bambini è, oltre che un investimento per il futuro, una strategia per raggiungere anche gli adulti: i bambini chiedono, le mamme comprano, spesso anche cose che non avrebbero alcuna intenzione di acquistare, perché troppo care, scadenti, inutili, poco sane. La “competenza” dei bambini e il riconoscimento delle marche, come i loro sforzi per indirizzare gli acquisti, raggiungono presto ogni sorta di prodotto. Perché tutto ciò viene permesso con tanta leggerezza? In molti Paesi europei, dove forse il peso delle tv commerciali è meno forte, i bambini sono molto più tutelati. Richiamandoci a queste posizioni, in alcuni casi già applicate da molti anni, chiediamo non solo l’abolizione della pubblicità prima, durante e subito dopo la fascia protetta, ma anche che non sia più consentito trasmettere spot pubblicitari di qualsiasi tipo, dagli snack ai giocattoli, che si rivolgano direttamente ai bambini.    



OK Questo sito usa i cookies solo per facilitarne il suo utilizzo aiutandoci a capire un po' meglio come lo utilizzi, migliorando di conseguenza la qualità della navigazione tua e degli altri. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.