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Biciclette elettriche

31 marzo 2008
Biciclette elettriche

Per la prima volta abbiamo messo alla prova alcune biciclette elettriche del tipo "a pedalata assistita".
Nate per venire incontro a esigenze di persone anziane o con problemi motori, si stanno man mano imponendo come alternativa alle biciclette tradizionali per chi non ama gli sforzi o ai ciclomotori per chi vive in zone rurali oltre che per i piccoli pendolari. Sono facili da utilizzare, economiche (le ricariche della batteria costano massimo 20 centesimi di euro) e hanno un basso impatto ambientale. Tutti i modelli sono abbastanza pesanti, per cui un loro utilizzo come bicicletta classica, senza quindi l'assistenza del motore elettrico (batteria scarica, motore in panne...) può essere davvero difficoltoso. Tra i maggiori problemi riscontrati, spicca quello riguardante il tempo necessario per la ricarica della batteria: in un caso occorrono più di sette ore.

Non un ciclomotore
La bicicletta elettrica per restare agli occhi del Codice della Strada una semplice bicicletta (cosa che non comporta una tassa di circolazione, il casco, che comunque sarebbe meglio mettere, e polizza assicurativa) deve rispondere ai seguenti requisiti: la potenza del motore non può superare i 250 Watt, mentre l'assistenza deve ridursi progressivamente con l'aumentare della velocità fino a cessare quando la bici raggiunge i 25 km/h o quando il ciclista smette di pedalare. Ciò esclude implicitamente i veicoli in cui il motore può essere utilizzato senza pedalare, che invece si configurano come veri e propri ciclomotori.

Attenti all'autonomia
L'autonomia di una bicicletta elettrica varia molto in funzione del tipo di veicolo e dell'utilizzo che se ne fa. Il peso è un elemento essenziale: più è elevato, maggiore sarà l'energia necessaria per farlo avanzare. Al peso della bici si dovranno poi aggiungere quelli del ciclista e dei suoi eventuali bagagli. Anche la topografia del tragitto ha la sua importanza: fare lo stesso percorso in salita piuttosto che in piano o addirittura in discesa inciderà diversamente sul consumo di energia elettrica.

Allo stesso modo, non viaggiare a una velocità costante e sottoporre il mezzo a continui "stop and go" si traduce in un dispendio energetico notevolmente superiore. Il nostro test ha tenuto conto dei parametri citati, soprattutto quelli che potessero metterli in maggiore difficoltà.



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