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Carta, penna e mouse

1 settembre 2007

Nell'anno scolastico 2003-2004, il più recente per il quale si hanno a disposizione dati di questo tipo, in Italia c'era un computer ogni 7 studenti 15enni, solo di poco peggio della media dell'Unione europea.
Ma molto meglio di Germania e Spagna, che si assestavano su 12. Il che vuol dire che nelle scuole italiane ci sono molti più computer a disposizione degli studenti: sarebbero in totale quasi 613.000. L'85,4% delle scuole italiane ha un collegamento a Internet, il 58,15% ha una email didattica. Questi sono alcuni dei dati salienti forniti dal sito del ministero dell'Istruzione in merito alla tecnologia per la didattica nella scuola pubblica. Non ci è stato purtroppo possibile verificarli con la persona che all'interno del ministero sovrintende a questa sorta di anagrafe delle risorse tecnologiche: nonostante ripetuti tentativi non siamo riusciti a farcela passare al telefono e non ha risposto alle nostre email. Avete invece risposto in tantissimi all'annuncio pubblicato sul nostro sito con il quale vi chiedevamo di raccontarci le vostre esperienze.

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La nostra inchiesta sulle scuole
Abbiamo chiesto al popolo di Internet, tramite il nostro sito, di segnalarci storie di tecnologia a scuola. Non volevamo necessariamente lamentele, ma anche casi positivi, suggerimenti, idee. Cercavamo non solo opinioni e casi vissuti, ma stimoli per effettuare ricerche più approfondite su un tema che consideriamo importante.

Nell'arco dei due mesi in cui il nostro appello è stato presente sul sito, abbiamo ricevuto centinaia di segnalazioni da tutta Italia. Ci hanno scritto moltissimi professori, diversi presidi, parecchi genitori e anche qualche studente, tracciando un quadro a tinte abbastanza fosche. La maggior parte degli interventi segnalava casi di scuole in cui la tecnologia fatica a entrare, incontra ostacoli burocratici e soffre della scarsa competenza degli organi dirigenti o degli insegnanti.

Alcune segnalazioni, però, ci hanno dato un po' di speranza. Ne abbiamo seguito le tracce a caccia di esempi positivi che potessero dare un'idea di come dovrebbe essere la scuola. Non domani, ma oggi.

Così abbiamo scelto quattro scuole, pubbliche ovviamente, che ci sembravano, sulla carta, artefici di esperienze interessanti, e le abbiamo visitate per capire come usano la tecnologia e perché. Le loro esperienze possono essere utili a tante altre scuole, e ci hanno fatto capire che la prima cosa da cambiare nella scuola italiana è la mentalità.

Esperienze da condividere
La scuola italiana è indietro sull'uso della tecnologia ma, da sud a nord, qualcosa si muove. Il problema è che è difficile venirlo a sapere. Sfruttare l'esperienza altrui sarebbe invece molto utile per non fare gli stessi errori, accorciare i tempi di realizzazione dei progetti, copiare iniziative che hanno funzionato.

La rete stessa dispone delle risorse di cui la scuola avrebbe bisogno: pescando nel web con attenzione si possono ottenere spunti, idee e strumenti molto utili. L'Ote (www.osservatoriotecnologico.it) può essere un punto di riferimento per le scuole che hanno bisogno di un aiuto a distanza: dà suggerimenti sull'uso di programmi open source, aiuta a reperire contenuti in rete, si occupa di sicurezza, informa su novità e criticità dell'uso della rete e dell'informatica, diffonde le buone pratiche e aiuta le scuole a rendere i propri siti accessibili a norma di legge. Insomma, molto si può fare. Anche perché ogni scuola gode dell'autonomia necessaria per dotarsi delle figure professionali che servono per rendere la tecnologia parte integrante della didattica. Aspetto fondamentale, se si vuole che i ragazzi siano formati e pronti per essere inseriti in un mondo del lavoro sempre più complesso. I singoli insegnanti volenterosi aiutano, ma non bastano.



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