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Inchiesta sui treni italiani

1 novembre 2007

Trenitalia non brilla certo a livello di qualità del servizio. Anche il grado di tutela per i viaggiatori può essere sicuramente migliorato. Per esempio, giusto per citare uno dei casi che più salta all'occhio, è discriminante il fatto che i possessori di abbonamento non possano godere degli stessi rimborsi previsti per gli altri viaggiatori. Vediamo come comportarsi in caso di disservizio da parte di Trenitalia.

Rimborso in caso di ritardo
Nel caso il treno arrivi a destinazione dopo l'orario previsto, i passeggeri hanno diritto a un bonus valido per l'acquisto di nuovi biglietti ferroviari. La procedura di rimborso si applica solo per i treni espressi, Intercity ed Eurostar. Non hanno diritto al bonus i possessori di abbonamenti.

  • Espresso e Intercity night: quando il ritardo è superiore a 60 minuti, ai viaggiatori spetta un risarcimento sotto forma di bonus pari al 30% del prezzo del biglietto e della prenotazione; il rimborso è del 20% in caso di viaggio in cuccetta o vagone letto.
  • Intercity: quando il ritardo supera i 30 minuti, il bonus è pari al 30% del prezzo del biglietto e della prenotazione.
  • Eurostar: in caso di ritardo oltre i 25 minuti, il risarcimento è del 50% del prezzo del biglietto.

Il bonus non è previsto se il ritardo non dipende direttamente da Trenitalia, cioè se è dovuto a cause di forza maggiore, scioperi, determinato da terzi (per esempio in seguito a proteste con occupazione di binari), calamità naturali, incendi, per ordine dell'autorità pubblica o per lavori programmati sulla linea e resi noti in anticipo ai viaggiatori.
La richiesta di rimborso deve essere effettuata entro 30 giorni dal giorno di utilizzo del biglietto e deve essere imbucata nelle apposite cassette nella stazione ferroviaria di arrivo (potete anche spedirla). Attenzione: bisogna utilizzare il modulo specifico, che trovate alle biglietterie o agli uffici informazioni, a cui vanno allegati biglietto e prenotazione in originale: è quindi opportuno fare fotocopie dei biglietti inviati, per impiegarli in caso venga smarrita la richiesta di rimborso.
Il bonus vi deve essere spedito da Trenitalia entro 30 giorni dalla data di ricevimento del rimborso ed è utilizzabile entro 6 mesi dalla data di emissione. Se con il bonus acquistate un biglietto di prezzo inferiore a quello vecchio, non avete comunque diritto al resto.

Rimborso del biglietto
Se per qualsiasi motivo rinunciate al viaggio, potete chiedere il rimborso del biglietto. Le soluzioni sono due: il rimborso in contanti prevede una trattenuta del 20%; in alternativa potete chiedere un bonus (che vi dà la possibilità di comprare un altro biglietto) per l'intero importo del documento di viaggio che non avete usato. Dovete però rispettare la procedura: il biglietto, che non deve essere convalidato, deve essere presentato entro 2 mesi dalla data di emissione in una qualsiasi biglietteria (o nell'agenzia che l'ha emesso). Dovete restituire l'originale ed esibire un documento di identità. Il rimborso non è previsto per importi pari o inferiori a 8 euro o per biglietti smarriti, distrutti o rubati.

  • Acquisto con carta di credito: se avete comprato il biglietto alla macchinetta self-service della stazione con carta di credito il rimborso avviene con assegno o bonifico bancario.
  • Abbonamenti: se avete comprato un abbonamento via Internet potete esercitare il diritto di recesso entro dieci giorni dall'acquisto. La richiesta dovete farla alla Direzione regionale (o provinciale) che ha emesso l'abbonamento. Il rimborso avviene tramite assegno circolare o accredito su conto corrente.
  • Biglietto parzialmente utilizzato: se non avete effettuato l'intero percorso previsto (per esempio, avete un biglietto Torino-Lecce, ma scendete a Bologna), potete chiedere un rimborso per la tratta non utilizzata (rimanendo sull'esempio, da Bologna a Lecce), purché la mancata prosecuzione del viaggio sia comunicata al personale Trenitalia al momento dell'interruzione

Reclami alle ferrovie
Potete far sentire le vostre lamentele alle ferrovie inviando un reclamo per iscritto, anche usando gli appositi moduli reperibili alle biglietterie e gli uffici di assistenza ai clienti. I reclami devono essere inviati agli uffici territorialmente competenti. I reclami possono anche essere inviati tramite il sito Internet di Trenitalia, alla pagina web "reclami". Le ferrovie, stando a quanto è scritto sulla loro Carta dei servizi, si impegnano a rispondere alle lamentele entro 30 giorni.
Disabili in treno
Per i viaggiatori disabili Trenitalia prevede un servizio di assistenza alla partenza e all'arrivo in 251 stazioni. Il servizio deve essere richiesto alle cosiddette Sale Blu, telefonando al numero unico nazionale 199 30.30.60. La linea è attiva tutti i giorni dalle 7 alle 21, ma non è gratuita: se chiamate da telefono fisso il costo è di 2,64 centesimi al minuto (6,12 centesimi di scatto alla risposta); se invece chiamate da apparecchio mobile i costi cambiano a seconda del piano tariffario. L'elenco delle Sale Blu è consultabile sul sito di Trenitalia (www.trenitalia.com) alla sezione "Servizi per", cliccando alla voce "Servizi per disabili", dove trovate anche i relativi indirizzi email.

Da settembre sono in vigore nuove sanzioni per chi sale in treno senza biglietto o con il biglietto non convalidato. Le multe sono raddoppiate: 50 euro (anziché 25 come in precedenza), oltre all'importo del biglietto, se si paga a bordo o all'arrivo del treno. Ma non finisce qui, Trenitalia ha deciso di applicare un vero e proprio giro di vite per i trasgressori. La sanzione, infatti, può arrivare fino a 116 euro (se si paga entro 15 giorni dalla notifica) oppure fino a 224 euro se si paga tra il sedicesimo e il sessantesimo giorno. Cifre davvero spropositate: le multe devono essere proporzionate all'infrazione, mentre 50 euro, applicati indistintamente, senza alcuna relazione con il chilometraggio da percorrere, sono eccessivi.

L'azienda ferroviaria non fa sconti a nessuno: che si tratti di pendolari, uomini d'affari o turisti non importa. Le stesse sanzioni, infatti, si applicano sia per i treni a lunga percorrenza sia per i treni regionali, ma è bene informarsi perché in buona parte delle regioni è prevista una disciplina autonoma.

Le penalizzazioni imposte da Trenitalia ci sembrano ingiustificate. È chiaro che chi è sprovvisto di biglietto, perché in malafede, deve essere punito; non condividiamo invece che l'azienda neghi collaborazione quando è la prima a non offrire un servizio sempre adeguato. Le continue code in biglietteria sono uno dei motivi per cui si sceglie di acquistare il biglietto a bordo pur di non perdere il treno: se il viaggiatore segnala immediatamente al capotreno di essere sprovvisto del biglietto deve essergli consentito di acquistarlo senza maggiorazione. Una possibilità che Trenitalia contempla solo in un caso: se nella stazione di partenza il servizio di biglietteria manca, non funziona o se non ci sono punti vendita alternativi (per esempio le edicole). Altri casi di disservizi di cui è responsabile la compagnia ferroviaria.



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