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Liberi di informare

18 gennaio 2007

Vogliamo festeggiare il nostro numero 200. Non siamo cultori della cabala o della cifra tonda, ma ci sembra una buona occasione per fare il punto su molti anni di lavoro durante i quali, mese dopo mese, dalle nostre pagine vi abbiamo accompagnati nelle scelte di acquisto e nella presa di coscienza dei diritti di cittadini.

L'Editoriale

Vogliamo festeggiare il nostro numero 200. Non siamo cultori della cabala o della cifra tonda, ma ci sembra una buona occasione per fare il punto su molti anni di lavoro durante i quali, mese dopo mese, dalle nostre pagine vi abbiamo accompagnati nelle scelte di acquisto e nella presa di coscienza dei diritti di cittadini. Il mondo è molto cambiato: ai vecchi problemi se ne sono sostituiti - o aggiunti, purtroppo - di nuovi, tecnologia e telecomunicazioni hanno fatto passi da gigante, l’orizzonte si è allargato, raggiungendo dimensioni globali. Al rapporto qualità/prezzo, guida semplice per un buon acquisto e che rimane un nostro caposaldo, si sono aggiunte questioni etiche, ambientali e sociali. In parallelo, sono aumentati anche il bisogno e l’offerta di informazioni. Anzi è cresciuta una vera e propria industria dell’informazione: peccato che sia sempre più condizionata dal marketing, infarcita di pubblicità più o meno occulta o comunque orientata da interessi di parte. Nonostante le tante notizie che ci arrivano da giornali, radio e tv l’informazione, soprattutto quella di servizio, resta troppo spesso insufficiente o interessata.

Il nostro lavoro segue l’evoluzione dei tempi, mantenendo serietà e rigore di approccio, senza cedere a nessun tipo di condizionamento, anzi diventando via via più maturo e più capace di incidere sulla vita sociale ed economica. La nostra vera forza è l’indipendenza da ogni sorta di influenza da parte di poteri politici ed economici, che ci permette di fare informazione critica,  fuori dagli schemi dell’informazione omologata. Applichiamo a pieno le regole base del giornalismo, che oltre alla separazione netta tra pubblicità e informazione, prevedono un patto di fiducia tra lettori e chi fa il giornale, che si fa garante della sua correttezza e verità. Noi produciamo in piena libertà pressoché tutta l’informazione che pubblichiamo, test comparativi, inchieste, studi. Se negli altri giornali la maggioranza dei ricavi proviene dagli inserzionisti pubblicitari, per noi il maggior patrimonio è la vostra soddisfazione, che fa sì che continuiate a leggerci e a sostenerci.

Gli articoli che pubblichiamo hanno tanti scopi: denuncia di situazioni che danneggiano i cittadini (contratti poco equi, violazioni delle regole di mercato, leggi permissive), sensibilizzazione su problemi di sicurezza, salute e salvaguardia dell’ambiente. Ma prima di tutto devono servire a voi, per acquisire quella consapevolezza, quella libertà di decisione e di scelta che vi permettono di essere cittadini attivi capaci di influire sull’andamento della società, di dare una spinta al mercato, orientare la politica e, perché no, diventare protagonisti dell’attuazione di una società più giusta e democratica. Siamo sicuri che in questi anni è molto cresciuta, anche grazie a noi, la coscienza della responsabilità (e del potere) che ciascuno di noi ha adottando i giusti comportamenti anche nelle piccole decisioni della vita di ogni giorno.



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