Il mondo Altroconsumo:
Articoli riviste

Riordinare le professioni

1 giugno 2005
Riordinare le professioni

Così non va. I forti limiti che regolamentano le libere professioni, in particolare quelli relativi alle tariffe, danneggiano prima di tutto i consumatori ...

Editoriale

Così non va. I forti limiti che regolamentano le libere professioni, in particolare quelli relativi alle tariffe, danneggiano prima di tutto i consumatori, privati della possibilità di scegliere con consapevolezza e di confrontare i costi, come la nostra inchiesta su notai e avvocati dimostra in modo inequivocabile. Ma certo penalizzano anche le imprese. E anche le numerose proposte di riforma presentate negli ultimi anni in Parlamento da maggioranza e opposizione sono del tutto insufficienti a rispondere al problema. Commissione europea e Antitrust italiana hanno ripetutamente criticato gli aspetti corporativi e anticoncorrenziali dell'attuale sistema: numero contingentato all'accesso, regimi tariffari imposti, forti limitazioni alla possibilità di dare informazioni sull'attività, proliferazione degli ordini e così via.

Hanno anche indicato le possibili soluzioni - per esempio, eliminare tutti i vincoli alla concorrenza che appaiano ingiustificati - che in gran parte coincidono con le nostre proposte. Peccato che non siano state minimamente prese in considerazione in nessuno dei progetti di riforma finora presentati. Anzi, talvolta le richieste di tutela degli utenti sono state apertamente osteggiate dalle categorie professionali più protette e anche in Parlamento.

Lo scorso anno, in pieno dibattito sulla riforma e con tutte le categorie mobilitate in assemblee e convegni in tutta Italia, l'unica occasione che l'allora commissario Ue Mario Monti ha avuto per esporre le sue posizioni, nelle quali il consumatore è considerato un soggetto centrale, è stata la nostra conferenza di Milano, che affrontava precisamente il tema della concorrenza nelle professioni.

I consumatori sono sempre stati ignorati anche come interlocuri del Governo, che ha trattato unicamente con le categorie professionali. Di più, gli interessi dei professionisti hanno condizionato moltissimo anche le posizioni dell'opposizione, che ha sempre dichiarato che "la riforma delle professioni si fa con i professionisti e non contro di loro", dimenticandosi che gli utenti dei servizi professionali - consumatori, ma anche imprese - sono molto più numerosi dei professionisti direttamente interessati e mai come in questo caso l'interesse generale dovrebbe prevalere sul particolare.

A quanto pare non è scontato che il principio che deve ispirare qualunque regolamentazione è il raggiungimento di un maggior benessere per la collettività. Totalmente sulle nostre posizioni l'Antitrust, che solo poche settimane fa (20 aprile 2005), in relazione al cosiddetto decreto sulla competitività, ha segnalato al Parlamento che nulla è stato previsto per frenare i possibili effetti distorsivi della concorrenza nella regolamentazione delle professioni.

Un'altra occasione mancata, insomma. Aggiunge di ritenere "improcrastinabile" una revisione dell'ordinamento delle libere professioni, al fine di adeguare le attività professionali al quadro normativo europeo. Tra gli aspetti sui quali focalizzare gli interventi troviamo ancora una volta in primo piano i limiti dei tariffari fissi e la necessità di agevolare l'informazione al consumatore. In definitiva, i progetti di riforma finora presentati si sono occupati di tutto fuorché della prima cosa che dovrebbero urgentemente rivedere: tariffe fisse e limiti alla comunicazione. Forse non è un caso se sono falliti.



OK Questo sito usa i cookies solo per facilitarne il suo utilizzo aiutandoci a capire un po' meglio come lo utilizzi, migliorando di conseguenza la qualità della navigazione tua e degli altri. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.