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Strisce blu: un'avanzata senza sosta

1 marzo 2009
Strisce blu: un'avanzata senza sosta

Quando le strisce blu dilagano nelle periferie delle città, è legittimo pensare che lo scopo non sia quello di limitare il traffico né di migliorare la circolazione e l'aria che respiriamo.
È il modo più facile che i Comuni hanno per dare un po' di ossigeno ai loro bilanci. Del resto il Governo taglia i fondi alle amministrazioni locali e dà gli incentivi per l'acquisto delle auto, dimenticandosi dei trasporti pubblici, dei treni che non funzionano, delle infrastrutture che mancano. E i Comuni prendono le scorciatoie. L'estensione delle strisce blu penalizza sia i residenti, che a volte si vedono ridurre gli spazi gratuiti, sia i pendolari, che sono costretti a un dazio insopportabile anche se parcheggiano lontano dal centro. I vigili, poi, sono tutti concentrati in un'unica attività, dare multe, abdicando al loro ruolo fondamentale, che è quello di vigilare (appunto) sul traffico, di dirigerlo, prevenendo gli incidenti.


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