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Trasporti: indietro e in ritardo

1 marzo 2006
Trasporti: indietro e in ritardo

Se lo sviluppo economico di un Paese si giudica dall’efficienza dei trasporti, in Italia c’è veramente poco da stare allegri. Non solo non si avanza, ma si fanno di anno in anno passi indietro.

L'editoriale

Se lo sviluppo economico di un Paese si giudica dall’efficienza dei trasporti, in Italia c’è veramente poco da stare allegri. Non solo non si avanza, ma si fanno di anno in anno passi indietro. La nostra inchiesta sui treni  mette drammaticamente in evidenza il peggioramento del servizio, con ancora più treni in ritardo rispetto al passato, e mostra come la recente rivoluzione dell’orario ferroviario si traduca in disagi pesanti per molti cittadini. Come se non bastasse, a fronte di un servizio più che scadente anche da altri punti di vista - poche carrozze e sporche, scarso comfort generale  - si è trovato il modo per far aumentare i costi di viaggio.
Il guaio è che i problemi non si limitano alla cronica inefficienza dei treni. Tutto il sistema dei trasporti pubblici, con rarissime eccezioni locali, non funziona come legittimamente ci si potrebbe aspettare in un paese moderno. Che servizio di trasporto urbano trovano i pendolari che, in massa, escono dalle stazioni per raggiungere il posto di lavoro? E che alternative hanno i cittadini che non vorrebbero usare l’auto per girare in città? Che misure a favore della sicurezza sono state prese per incentivare l’uso della bicicletta? E non parliamo delle conseguenze sulla salute imputabili all’insensato traffico di auto private: aria sempre più inquinata, aumento di malattie respiratorie e stress. Senza che nessuno prenda provvedimenti. I primi di febbraio abbiamo presentato un ricorso contro Regione Lombardia e Comune di Milano per la mancata adozione delle previste misure limitative del traffico (targhe alterne, blocchi domenicali, prolungamento del blocco di veicoli non catalizzati), indispensabili per garantire il rispetto dei limiti dell’inquinamento dell’aria a tutela della salute dei cittadini. Lo sappiamo, sono misure impopolari, che possono creare problemi a molti e per nulla risolutive. Ma questo avviene perché il problema del traffico, e il relativo inquinamento, non sono mai stati affrontati con provvedimenti seri, strutturali e a lungo termine, con il risultato che non esistono alternative valide per chi, per volontà o per forza (quando i blocchi diventano necessari), non usa la propria automobile.
Insomma, la mobilità oggi è una componente essenziale del funzionamento del Paese, e delle città, e l’efficienza o meno del sistema dei trasporti ha ripercussioni enormi sulla qualità della vita dei cittadini. Per questo, prendendo in considerazione anche i diversi e complessi problemi a essa collegati, abbiamo deciso di fare della mobilità uno dei temi principali delle nostre indagini e rivendicazioni per tutto il 2006, proseguendo il lavoro iniziato già negli anni scorsi, con le numerose inchieste sulla sicurezza in autostrada e in città, quelle sui problemi dei pendolari o sui comportamenti di guida. Ci occuperemo di trasporto aereo, con inchieste sulla soddisfazione dei passeggeri e sui voli low cost, di traporto pubblico locale, di inquinamento dell’aria e di mobilità sostenibile, di diritti dei passeggeri, cui spetta sempre un risarcimento in caso di disservizi, e di altro ancora.
Su tutti questi temi cercheremo di sensibilizzare innanzitutto Governo e amministrazioni locali, che hanno il compito di legiferare e prendere misure adeguate tenendo conto dell’interesse e del benessere collettivo, ma anche i cittadini perché, quando ci sono le condizioni, molto dipende anche da noi e dalla responsabilità dei nostri comportamenti.



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