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Volare alto

1 maggio 2006

Non è più elitario come un tempo. Oggi viaggiare in aereo è un’opportunità alla portata di tutti, grazie alla liberalizzazione del settore e all’avvento dei voli low cost, a basso costo. In dieci anni i prezzi dei voli sono scesi del 33% e, nel solo 2005, i viaggiatori sono aumentati del 7,5%, arrivando, in Europa, a 700 milioni.

Editoriale

Non è più elitario come un tempo. Oggi viaggiare in aereo è un’opportunità alla portata di tutti, grazie alla liberalizzazione del settore e all’avvento dei voli low cost, a basso costo. In dieci anni i prezzi dei voli sono scesi del 33% e, nel solo 2005, i viaggiatori sono aumentati del 7,5%, arrivando, in Europa, a 700 milioni. La competizione tra le compagnie e la conseguente diminuzione delle tariffe sono fatti positivi, che devono però andare di pari passo con informazioni chiare, garanzie di sicurezza, rispetto dei diritti dei passeggeri.
Così ancora non è. Il mercato internazionale dei cieli resta ancora poco trasparente sia per quanto riguarda le tariffe e supplementi applicati (vedi l’inchiesta sui low cost su SD di questo mese), sia per la politica seguita in materia di sicurezza, sia per il livello di qualità del servizio.

La nostra inchiesta europea sulla soddisfazione dei passeggeri dimostra che troppi ancora rimproverano alle compagnie di trascurare i loro diritti più basilari: un volo su quattro è in ritardo, all’impossibilità di essere imbarcati non seguono i risarcimenti previsti, rimane alta la percentuale di problemi con i bagagli. Le violazioni delle compagnie italiane sono confermate dai dati sui reclami diffusi dall’Enac (Ente nazionale per l’aviazione civile), che nei primi due mesi del 2006 ha ricevuto ogni giorno 55 telefonate di protesta: ben il 45% dei viaggiatori denuncia la cancellazione di voli, il 27% ritardi, il 13% lo smarrimento dei bagagli. La Carta dei diritti del passeggero, che prevede compensazioni economiche, è spesso ignorata. Dal 21 marzo è entrato in vigore un decreto legislativo che prevede sanzioni pesanti per le compagnie che non rispettano gli obblighi della “Carta”. Speriamo che questo possa dare uno stimolo all’efficienza del servizio.

Anche la sicurezza desta qualche preoccupazione, a volte messa in relazione con i bassi costi dei voli. Bene, le compagnie a basso costo, come dimostrano numerosi studi, risparmiano su molte spese, ma non certo sulla sicurezza, che deve restare un loro indiscutibile punto di forza se vogliono continuare a volare. I problemi sono altri, come quello dell’aereo del disastro di Sharm El Sheik del 2004, bandito in alcuni paesi e libero di circolare in altri. Questo episodio e poi il triste “agosto nero” 2005, nel quale quattro gravi incidenti hanno provocato la morte di oltre 300 persone, hanno imposto almeno di uniformare certi criteri a livello europeo per garantire sicurezza a chi viaggia in aereo. Reclamata a gran voce da più parti, noi compresi, qualche settimana fa è stata pubblicata la “lista nera” europea delle compagnie non sicure. I loro aerei non possono più volare in Europa, né essere usati dai tour operator per tratte extraeuropee. In più, per questi ultimi, dal 16 luglio prossimo ci sarà l’obbligo di informare i viaggiatori sull’identità del vettore aereo, anche se si tratta di charter inseriti in pacchetti turistici. Siamo di fronte a un primo passo, più che altro simbolico, verso una maggiore attenzione ai problemi della sicurezza aerea e alla trasparenza del settore. Ma, viene da chiedersi, quante persone saranno interessate ai voli del Congo o dello Swaziland o delle altre 92 compagnie dei paesi africani e asiatici messe al bando dalla lista? Inoltre, sono sufficienti i controlli burocratici ora previsti sui “documenti” dell’aereo e sull’affidabilità del sistema di sorveglianza dei Paesi? Più ampio è il concetto di sicurezza e spazia dalla formazione dei piloti all’adeguatezza di strutture aeroportuali, radar e torri di controllo. Sarebbe auspicabile, a breve, pretendere standard più alti e affidare le verifiche a un solo sistema di controllo europeo, o addirittura mondiale.



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