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Class action contro Rai. Per il giudice la Rai non deve rispondere agli utenti. Altroconsumo ricorre in appello
Il Tribunale di Roma ha deciso che la class action che abbiamo promosso contro la Rai non può essere portata avanti. Ora ricorriamo in appello.
La Rai interrompe il servizio pubblico, ma non deve risponderne. Altroconsumo presenterà reclamo alla Corte d'Appello contro l'ordinanza del Tribunale di Roma, che ha sancito che la class action che abbiamo promosso non deve essere portata avanti. Più di 54.000 le adesioni che avevamo raccolto.
Interruzione servizio pubblico
Nel corso del 2010 la Rai aveva arbitrariamente interrotto trasmissioni di informazione pubblica, sospendendone la messa in onda; Altroconsumo aveva contestato all'azienda di aver disatteso gli impegni assunti verso gli utenti che pagano il canone Rai con la firma del contratto di servizio. Avevamo chiesto il risarcimento del danno, stimato in 500 euro a testa.
Ora il ricorso
Commenta Paolo Martinello, presidente di Altroconsumo: "Ricorreremo immediatamente, lo dobbiamo agli oltre 54.000 consumatori che ci chiedono di farlo. E' grave che il giudice abbia deciso che la RAI, azienda che ha firmato un contratto in cui si impegna a fornire agli utenti un'informazione obiettiva, imparziale e equilibrata, non debba rispondere ai consumatori in caso di violazione del contratto di servizio. Contratto che è carta straccia: il ministero dello Sviluppo economico e la Rai hanno sottoscritto un impegno che non impegna. Gli utenti non possono assistere passivamente al lento, sistematico e crescente degrado del servizio pubblico televisivo in Italia" - ha concluso Martinello.