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UberPop: il tribunale rigetta il reclamo

8 giugno 2015
UberPop: il tribunale rigetta il reclamo

Il tribunale di Milano ha rigettato la richiesta di Uber di sospendere l'ordinanza di cessazione del servizio UberPop via app. Altroconsumo si schiera ancora a fianco di UberPop. Siamo favorevoli alla sharing economy e a servizi innovativi. Come spiega Paolo Martinello, presidente della Fondazione Altroconsumo, il provvedimento è a sfavore dei consumatori.  

Dopo il blocco del 26 maggio scorso su tutto il territorio nazionale, con inibizione della prestazione del servizio, per concorrenza  sleale, rispetto al servizio tradizionale dei taxi, il tribunale di Milano si è espresso oggi a sfavore, riguardo la richiesta di Uber di reintegrare il servizio UberPop via app. Per Altroconsumo i nuovi servizi devono poter trovare nuove strade, non muri. Paolo Martinello, presidente della Fondazione Altroconsumo, spiega perché questa sentenza rappresenta una battuta d'arresto per i consumatori. 


Ascolta l'intervista


La battaglia giudiziaria nel caso Uber è ancora apertissima ma riteniamo che la palla dello sviluppo e della crescita debba passare al Governo e non possa essere lasciata in mano agli iter giudiziari e ai tribunali. Altroconsumo chiede uno sharing economy act che guardi al futuro e dia risposte alla nuova domanda dell'utenza in tutti i settori coinvolti dal cambiamento delle regole del mercato. E' evidente che il servizio non possa essere considerato un normale servizio di taxi, ma l'offerta è diversa, non direttamente sovrapponibile a quella esistente: di fatto, a prezzi competitivi, UberPop raccoglie bacini di utenza differenti e dunque impedirne l'esercizio è contrario agli interessi dei consumatori, nonché allo sviluppo efficiente e innovativo del mercato.

L’ordinanza è dunque contraria agli interessi dei consumatori poiché interpreta in maniera stringente, conservativa e protezionistica la norma attualmente in vigore, obsoleta in relazione al servizio di trasporto privato offerto da UberPop.

La rapidità con cui si è imposto questo nuovo scenario di mobilità nelle grandi città è legata a un vuoto normativo, che va colmato: bisogna bilanciare l’innovazione con nuove regole. Ma anche cambiare mentalità nell’offerta dei servizi, perché la tecnologia non può vincere da sola la battaglia contro la miopia del monopolio. Secondo Paolo Martinello, "la concorrenza di UberPop va regolamentata e l'azienda dovrebbe alzare molto il livello di controllo sul servizio. Ma serve una nuova legislazione perché ad oggi c'è il rischio che i giudici prendano decisioni di questo tipo sulla base della regolamentazione che esiste al momento".

Cos'è UberPop?

UberPop è l’ultima frontiera di Uber, la società californiana che grazie a un’app da scaricare sullo smartphone sta tentando di rivoluzionare il sistema del trasporto privato in duecento città nel mondo. Ha lanciato anche da noi la versione low cost dell’auto con autista: si chiama UberPop la tanto contestata (soprattutto dai tassisti) formula che permette a qualunque proprietario di una macchina di trasformarsi in un taxi, anche solo per un giorno. Con UperPop, infatti, non serve la licenza, non ci sono vincoli di orario e le tariffe non sono sottoposte ai regolamenti comunali. Tutte queste semplificazioni e la paura della concorrenza hanno scatenato le reazioni dei tassisti e determinato la decisione del tribunale.

Grazie all’app, l’autista si dichiara disponibile su piazza, mentre i clienti che hanno bisogno di spostarsi usano lo smartphone per mettersi in contatto con l’auto più vicina. 

Prima regola: dimentica l’esperienza dei tassisti, Uberpop è un servizio non sempre garantito, che richiede spirito di adattamento, ma ha l’indubbio vantaggio di costare circa la metà rispetto alla corsa in taxi. Insomma è un modo diverso di muoversi in citta’, così come lo è il car sharing.



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