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Terremoto: indirizziamo la solidarietà nella giusta direzione

16 marzo 2011
Terremoto: indirizziamo la solidarietà nella giusta direzione

Quando succede una tragedia, come quella che ha colpito il Giappone, grazie alla generosità di molti si aprono campagne di raccolta fondi per aiutare le popolazioni colpite. Ecco qualche consiglio per indirizzare la solidarietà nella giusta direzione.

Quando succede una trafgedia, come quella che ha colpito il Giappone, grazie alla generosità di molti si aprono campagne di raccolta fondi per aiutare le popolazioni colpite. Ecco qualche consiglio per indirizzare la solidarietà nella giusta direzione.

  • Dona ad associazioni o enti che conosci già, attive nel campo degli aiuti umanitari. Medici senza frontiere, Croce Rossa Italiana, Caritas, sono solo alcuni esempi. Non donare a perfetti sconosciuti.
  • Diffida di raccoglitori di fondi improvvisati, che si presentano di persona, se non puoi accertarne con sicurezza l'appartenenza a un'organizzazione che conoscete: piuttosto, fatti dare il nome della sede o il sito e recati di persona o fai una donazione online.
  • Potrebbero esserti inviate email truffaldine, che contengono link "per donare aiuti ai terremotati". Non è mai prudente cliccare sul link contenuto nella email, meglio andare di persona sul sito, digitando direttamente l'indirizzo o cercando con Google il nome dell'associazione, e non attraverso il link della email.
  • Prima di fare una donazione online con carta di credito, accertateti che la pagina del sito dove dovete inserire i dati abbia nell'indirizzo la sigla iniziale https e il simbolo del lucchetto chiuso (significa che le transazioni di denaro sono sicure).
  • Prevedibilmente, sono già nati su Facebook gruppi di "solidarietà per le vittime del terremoto". Noi vi invitiamo ad essere cauti nell'aderire a gruppi di questo genere, le finalità di chi li crea sono ignote e non facilmente controllabili, l'utilità dubbia ed è già successo nel recente passato che a gruppi analoghi, nati come "solidarietà per le vittime" sia poi stato cambiato il nome, diventando gruppi di sostegno a tutt'altro (cosa che è possibile fare senza nemmeno chiedere l'assenso agli aderenti al gruppo).

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