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Bonus facciate dal 2020

29 luglio 2020
  • contributo tecnico di
  • Tatiana Oneta
  • di
  • Luca Cartapatti

29 luglio 2020
  • contributo tecnico di
  • Tatiana Oneta
  • di
  • Luca Cartapatti

Se nel 2020 tinteggi o restauri la facciata dell'edificio recuperi il 90% della spesa. Ecco i dettagli.

Il bonus facciate

Quanto recuperi

È una detrazione, prevista per le spese sostenute a partire dal 2020 per interventi di restauro o recupero delle facciate esterne degli edifici. Recuperi il 90% della spesa sostenuta senza limiti di spesa. La detrazione è ripartita in 10 anni.

Dove le indichi

Nel quadro E a partire dal modello 730/2021 sui redditi del 2020.

Documenti da conservare

  • Fatture comprovanti la spesa, in cui risulta il codice fiscale del beneficiario della detrazione
  • Ricevute di pagamento.

Quali spese detrarre

Sono detraibili con un’aliquota del 90% le spese sostenute nel 2020 per gli interventi di recupero o restauro della facciata esterna degli edifici, sono inclusi nella detrazione anche quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna senza limite di spesa massimo. Il pagamento deve esser fatto con bonifico parlante, come nel caso delle spese per le ristrutturazioni edilizie.

Le spese detraibili sono quelle sostenute esclusivamente nel 2020, quindi in caso di interventi iniziati negli anni precedenti ma che continuano quest'anno è possibile far rientrare nel bonus facciate solo quelle pagate a partire da gennaio 2020.

La detrazione viene ripartita in 10 quote annuali di pari importo a decorrere da quello di sostenimento della spesa.

Chi può detrarre

Il bonus facciate spetta ai proprietari, ai nudi proprietari, agli usufruttuari o titolari di altro diritto reale di godimento (uso, abitazione o superficie), ai titolari di contratto di locazione o di comodato registrato che siano in possesso dell'autorizzazione del proprietario dell'edificio all'esecuzione dei lavori. Possono detrarre queste spese anche il promissario acquirente dell'immobile a condizione che esista un contratto preliminare di vendita registrato e chi esegue i lavori in proprio per le spese di acquisto dei materiali utilizzati.

Possono utilizzare il bonus facciate anche i familiari conviventi dei soggetti appena elencati e i conviventi di fatto se sostengono le spese per la realizzazione dei lavori di rifacimento della facciata. Per utilizzare il bonus devono essere conviventi alla data di inizio lavori o al momento di sostenimento delle spese se antecedente e gli interventi devono riguardare un immobile nel quale si esplica la convivenza.

Cedere la detrazione e sconto in fattura

Per le spese sostenute dal 1° luglio 2020, al posto della detrazione puoi scegliere di ottenere uno sconto di pari importo, su quanto devi pagare al fornitore fino al limite della spesa da sostenere, che recupera l’importo sottoforma di credito d’imposta cedibile a sua volta anche a intermediari finanziari o istituti di credito.

In alternativa, puoi scegliere di “trasformare” la detrazione in credito d’imposta e cederlo direttamente ad altri soggetti, comprese banche e intermediari finanziari. La cessione deve esser fatta in via telematica tramite le procedure definite dall’Agenzia delle entrate. L’opzione della cessione può essere effettuata in relazione a ciascuno stato di avanzamento dei lavori.

Se viene accertata la non spettanza, anche parziale, della detrazione in capo al contribuente, il recupero del relativo importo sarà maggiorato di interessi e sanzione. Se, invece, viene accertata l’indebita fruizione, anche parziale, del credito da parte del fornitore (o di chi lo ha ottenuto), il recupero del relativo importo avverrà nei suoi confronti, maggiorato di interessi e sanzione.

Interventi detraibili

Gli interventi devono essere realizzati esclusivamente sul perimetro esterno di edifici esistenti siti nelle zone A e B (D.M 1444/1968), sulle strutture opache della facciata, su balconi o su ornamenti e fregi. In particolare, sono detraibili i lavori:

  • di pulitura o tinteggiatura esterna sulle strutture opache della facciata;
  • sulle strutture opache della facciata influenti dal punto di vista termico o che interessino oltre il 10% dell'intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell'edificio;
  • su balconi, ornamenti o fregi, ivi inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura.

Ad esempio, si possono detrarre i lavori su grondaie, pluviali, parapetti, cornicioni e relativi alla sistemazione delle parti impiantistiche che insistono sulla parte opaca della facciata.

Nel totale della spesa detraibile rientrano le perizie e i sopralluoghi, l’attestato di prestazione energetica, l'installazione di ponteggi, lo smaltiemento di materiali rimossi per eseguire i lavori.

Per  aver diritto al bonus gli edifici devono esser situati nelle zone A o B (decreto ministeriale 1444/1968) o in zone assimilabili in base a certificazione urbanistica rilasciata dagli enti competenti. In pratica, nella zona A ricadono gli agglomerati urbani che rivestono carattere storico, artistico o di particolare pregio ambientale e le aree circostanti, nella zona B invece ricadono le parti di territorio in cui la superficie coperta da edifici esistentisia almeno pari a un ottavo della superficie fondiaria della zona e nelle quali la densità territoriale sia superiore a 1,5 metri cubi/metri quadri. Di fatto restano escluse le parti di territorio con nuovi insediamenti edilizi e quelle industriali o agricole.

Bonus facciate o Ecobonus?

Se gli interventi sulla facciata dell'edificio non sono solo di pulitura o tinteggiatura ma risultano influenti dal punto di vista termico o interessino oltre il 10% dell’intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio confinante con l'esterno, per rientrare nel campo del bonus facciate ed essere quindi detraibili al 90% del loro importo devono soddisfare sia i “requisiti minimi” indicati nel decreto del Mise 26 giugno 2015 e i valori limite della trasmittanza termica delle strutture componenti l'involucro edilizio (tabella 2 dell'allegato B al DM 11/3/2008).

In questo caso, gli adempimenti richiesti sono gli stessi previsti per ottenere l'ecobonus, cioè ottenere l'asseverazione di un tecnico abilitato che certifichi la corrispondenza tra i lavori effettuati e i requisiti di legge richiesti, acquisire l'attestato di prestazione energetica redatto da un tecnico terzo ai lavori e inviare telematicamente ad Enea,entro 90 giorni dal termine dei lavori, la scheda descrittiva degli interventi realizzati.

Adempimenti

La disciplina del bonus facciate segue quella prevista per le ristrutturazioni edilizie, pertanto per ottenere la detrazione devi:

  • pagare con bonifico parlante, che riporti il codice fiscale del destinatario del bonifico e dei beneficiari della detrazione;
  • indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell'immobile (non per i lavori influenti dal punto di vista termico o che interessino oltre il 10% dell'intonaco);
  • comunicare con raccomandata all'ASL la data di inizio lavori, se la normativa di sicurezza nei cantieri lo prevede;
  • conservare le fatture di spesa, le eventuali abilitazioni amministrative richieste dalla normativa edilizia, copia della domanda di accatatamento per gli immobili non ancora censiti, le ricevute di pagamenti dei tributi locali qualora dovuti;
  • ottenere e conservare la dichiarazione di consenso all'esecuzione dei lavori del possessore dell'immobile qualora tu sia solo il detentore;
  • per i lavori condominiali, ottenere e conservare la copia della delibera assembleare di approvazione dei lavori e la certificazione rilasciata dall'amministratore con l'importo della spesa sostenuta e l'attestato di aver adempiuto agli obblighi di legge.

Solo per gli interventi che influiscono dal punto di vista termico o che interessano oltre il 10% dell’intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio, si applicano anche le stesse procedure e gli stessi adempimenti previsti per le spese di riqualificazione energetica degli edifici, infatti, entro 90 giorni dalla fine dei lavori deve essere inviata all’Enea, esclusivamente in via telematica, la scheda descrittiva relativa agli interventi realizzati.

Interventi non detraibili

Per essere detraibili, gli interventi devono riguardare l'involucro esterno dell'edificio che sia visibile dalla strada o da suolo ad uso pubblico, pertanto non usufruiscono del bonus facciate:

  • gli interventi sulle superficie confinanti con chiostrine, cavedi, cortili e spazi interni,
  • le spese sostenute per sostituire vetrate, infissi, portoni e cancelli.

L’agevolazione non spetta neanche per gli interventi effettuati durante la costruzione dell’immobile o realizzati mediante demolizione e ricostruzione, compresi quelli con la stessa volumetria dell’edificio preesistente, perché rientrano nella categoria della “ristrutturazione edilizia”.

 

 


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