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Com'è l'acqua di casa tua?

02 gennaio 2012
acqua

02 gennaio 2012

Settecento campioni arrivati da tutte le regioni. Sei preoccupato soprattutto per il piombo, ma le analisi dicono che non c’è motivo.

Basta leggere i risultati delle analisi dell’acqua che arriva da casa tua per concludere che c’è in effetti una cosa che manca all’acqua del rubinetto: la pubblicità. Per il resto non ha nulla da invidiare a quella minerale, anche se per legge siamo obbligati a definirla con un altro aggettivo: potabile.

Una marea di controlli
Spesso sui siti dei comuni non c’è neanche una scheda con la descrizione delle caratteristiche dell’acqua che viene erogata e con i risultati delle analisi chimiche e batteriologiche, che pure vengono fatte di continuo. Tra l’altro, sono pochi i cittadini che hanno un’idea di quanto numerosi siano i controlli e che la loro frequenza è tanto maggiore quanto più grande è la popolazione servita.  A questi si aggiungono le ispezioni sugli impianti, per verificare che funzionino correttamente e siano in buone condizioni. 

Gli esami che sciolgono i dubbi
Due anni fa, in occasione della campagna “Bevi l’acqua di casa”, abbiamo deciso di offrire ai soci un servizio unico e personalizzato per rispondere a particolari problemi locali: la possibilità di far analizzare l’acqua di casa da un laboratorio specializzato, indipendente e affidabile, a un prezzo scontato. Le analisi sono state divise in diversi pacchetti. Quello “base”, per avere un’idea generale dell’acqua, è obbligatorio. Gli altri (su parametri organici, inorganici, metalli pesanti) sono facoltativi. Possono essere sottoposte ad analisi solo acque di acquedotto o destinate al consumo umano. Ricordiamo che queste analisi non hanno la pretesa di sostituirsi ai controlli effettuati dalle Asl.

Togliersi un peso (di piombo)
A tutt’oggi sono state 682 le analisi effettuate su campioni provenienti da tutte le regioni d’Italia. Tra tutti i parametri, il piombo è stato il più richiesto. I risultati dimostrano che si tratta di una paura infondata. Anche sul calcare le idee sono molto confuse: l’opinione comune vuole che l’acqua potabile sia causa di calcoli o di problemi di digestione perché troppo ricca di calcio. È una bufala. Le acque più dure della media non creano danni alle persone, ma agli elettrodomestici. 


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