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Acqua potabile: tanti aumenti ma poca efficienza

02 dicembre 2014
acqua potabile

02 dicembre 2014

Gli aumenti delle tariffe non hanno migliorato il servizio: un terzo del flusso d’acqua si perde nella rete idrica. In compenso abitare in un Comune o in un altro può avere un’enorme ricaduta sulla bolletta: per lo stesso consumo, una famiglia a Firenze paga più di quattro volte quello che si paga a Milano.

La bolletta dell’acqua è in costante crescita, ma la qualità del servizio rimane ferma al palo. Questa la sintesi della nostra inchiesta sulle tariffe dell’acqua potabile. La recente revisione delle regole di tariffazione e la cabina di regia nazionale affidata all’Autorità per l’energia elettrica e il gas (Aeeg) di fatto non hanno portato alcun vantaggio per i bilanci delle famiglie italiane. 

Giusto per fare qualche esempio, negli ultimi cinque anni le famiglie con tre figli di Firenze hanno visto lievitare la propria bolletta dell’acqua di ben 336 euro (+34%), mentre a Napoli le coppie con un figlio hanno pagato 162 euro in più (+79%); a Trieste, sempre negli ultimi cinque anni, i nuclei familiari formati da due persone hanno visto crescere la tariffa dell’acqua di 93 euro (+72%). Cifre che, soprattutto in questo periodo di crisi economica diffusa, pesano sul bilancio delle spese di casa. A fronte di aumenti generalizzati, ci si aspetterebbe un miglioramento del servizio. Invece i problemi del settore rimangono inalterati da anni, senza il minimo segno di un’inversione di tendenza di segno positivo.

L'inchiesta Regione per Regione

Per ciascuno dei capoluoghi di Regione abbiamo rilevato le tariffe dell’acqua potabile (comprensive dei servizi di fognatura e depurazione). Abbiamo confrontato le tariffe delle diverse città, ipotizzando tre nuclei familiari: famiglia di due persone, con consumo annuo di 120 mc; famiglia di tre persone, con un consumo annuo di 190 mc; famiglia di cinque persone, con consumo annuo di 320 mc. L’indagine ha considerato le tariffe in vigore il 10 ottobre 2014. Per misurare gli aumenti della bolletta dell’acqua, abbiamo confrontato le tariffe del 2014 con quelle del 2012 e con quelle del 2009, in modo da avere un quadro delle variazioni a breve e a medio termine.

I numeri del salasso

Nessun Comune è sfuggito alla crescita delle tariffe: il gruppo più numeroso tra i capoluoghi di Regione applica una tariffa annua tra i 300 e i 400 euro. Se confrontiamo i dati attuali con le nostre rilevazioni del 2009, la media degli aumenti è sempre superiore a un terzo:

  • +37% per una famiglia di due persone, con consumo annuo di 120 mc;
  • +38% per una famiglia di tre persone, con consumo annuo di 190 mc;
  • +36% per una famiglia di cinque persone, con un consumo di 320 mc. 

Il peso delle tariffe si è accresciuto soprattutto a danno delle famiglie numerose, quelle con consumi maggiori (e che non possono comunque essere ridotti oltre una certa soglia). A Roma, per esempio, a fronte di un aumento di circa 33 euro (+28%), negli ultimi cinque anni per i nuclei formati da due persone, si passa a ben 177 euro (+44%) per quelli di cinque persone. Situazioni così estreme si sono verificate anche a Bari, Bolzano e Trento.

Una scelta precisa

Si parte dal criterio che per disincentivare gli sprechi di acqua, le tariffe funzionano a scaglioni, seguendo il principio del “più consumi, più paghi”: il prezzo unitario applicato agli scaglioni più elevati è molto più alto rispetto a quello che tocca gli scaglioni di base. Non tutte le città sono però insensibili alla questione delle famiglie numerose. Trieste, per esempio, applica una tariffa differente a seconda che i componenti della famiglia siano più o meno di quattro, con il risultato che, negli ultimi cinque anni, la spesa idrica della famiglia numerosa è aumentata del 13%, mentre quella del nucleo familiare formato da due persone del 72%.

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